DIARIO DI UNO SCENEGGIATORE (PRIMA PARTE)

Sono uno sceneggiatore indipendente. Anzi, lo ero. Ora lavoro per una major, una multinazionale dei media. Vorrei raccontarvi i miei primi contatti con questa grossa azienda: per il bene della mia carriera, ometterò nomi e dettagli, e del dialogo intercorso riferirò solo le mie parole. Il senso del discorso sarà comunque chiaro.

Come anticipato nelle mie mail, vorrei illustrarle una nuova sceneggiatura: si tratta di un plot fantapolitico, che intitolerei “2014”. […]. No, pensavo piuttosto a Fleming con un tocco di Pynchon: ha presente “Vizio di forma” ? […] Non fa nulla; in breve, si parla di un’organizzazione mondiale che vuole conquistare il mondo, una specie di Spectre, ma (è qui la novità) che agisce nella legalità. Citando Pynchon, la chiamerei “Goldman Fang”. […] Capisco, il mondo indie non è quello delle major; poi, non sapevo dei due consiglieri di amministrazione. Cambierò il nome: la chiameremo Ghost. I membri dell’organizzazione sono i grandi azionisti e consiglieri d’amministrazione delle multinazionali, delle banche e dei fondi; hanno già messo le mani sulle economie dell’Africa e del Sud America, e ora progettano l’assalto all’Europa. […] L’Asia è un capitolo a parte: ho già in mente il sequel (“2024”), in cui si sceneggerà la guerra per il dominio del mondo tra la Cina e la Goldman Fang, pardon, la Ghost.

[…] Ora: lo strumento per la conquista dell’Europa, come già è stato per l’Africa e il Sud America, è il debito. La Ghost raccoglie titoli del debito pubblico dei paesi europei, dando l’impressione che possa crescere in modo illimitato; poi, improvvisamente, comincia a prendere di mira uno Stato e ad alzare i tassi di interesse. Tutto legale: l’usura non è un reato internazionale, per il quale si possa essere processati al tribunale dell’Aja. Scoppia il panico nel paese aggredito: le tasse ora servono per pagare il debito e non per dare servizi ai cittadini, si paventa una catastrofe. Uno dopo l’altro il modello si ripete per gli Stati del sud-Europa, poi, dopo qualche tempo, anche per quelli del nord. Non se ne salva nessuno. Quando un paese è sull’orlo del fallimento, al capo del governo viene recapitata una lettera, firmata dai principali creditori, che promette la discesa dei tassi se saranno attuate alcune semplici riforme strutturali. Per il bene del paese, naturalmente. Privatizzazioni, liberalizzazioni, sensibile ritardo nei pensionamenti, libertà di licenziamento. Semplice, no ?

[…] Certo, è inverosimile: si tratta solo di un film di fantapolitica. In questo modo, a disposizione della Ghost, ci sarebbe la possibilità di acquistare aziende, utilities, acqua, gas, trasporti pubblici, catene di farmacie, studi di avvocati, e via elencando; lavoratori in gran quantità, a buon mercato e molto mansueti. Per realizzare queste riforme, vista l’emergenza, il governo dei vari paesi sarebbe in carico a membri locali della Ghost, tecnocrati, ex-banchieri o finanzieri. Finito il lavoro, potranno tornare alle loro occupazioni. Non appena ci fossero proteste sociali, basterebbe stringere un po’ il cappio, alzando ancora i tassi, e la situazione tornerebbe sotto controllo. Tutto procede secondo i piani della Ghost, che sta acquistando pezzi cospicui di Italia, Francia, Spagna, Germania, arricchendo smisuratamente i suoi associati. L’ingranaggio però, potrebbe incepparsi, a causa di un piccolo paese, che improvvisamente decide, tramite un referendum, di non pagare i debiti detenuti da cittadini esteri, e quindi anche e soprattutto dalla Ghost, e di non aderire alle richieste contenute nella famosa lettera. […]  Il resto le è già noto e ricalca le sue indicazioni: occupazione militare, intervento del supereroe, molti effetti speciali e messaggio finale di speranza. […] Ci vediamo dopo il focus group; le lascio la sceneggiatura.

[1- continua]

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