Crediti e debiti

Questo post è l’approfondimento di un tema toccato rapidamente in un post precedente: l’analisi dei debiti e crediti degli italiani.

Nel frattempo è uscito qui in formato PDF (sette giugno 2013) il nuovo rapporto “Conti finanziari” di Banca d’Italia con i dati per il 2012, quindi la fonte di tutti dati è la Tavola 3 “Attività e passività finanziarie dell’Italia nel 2012 (consistenze)“, che per vostra comodità potete trovare convertita (tra l’altro correggendo due errori !) in foglio elettronico qui in formato LibreOffice ODS, qui in formato Excel 2003 XLS e qui in formato Excel 2007 XLSX.

La tabella come viene fornita dall’ufficio statistico della Banca d’Italia ti dà i valori disaggregati in 35 voci per 10 settori diversi:

  • Società non finanziarie (tradotto: le aziende)
  • Società finanziarie (tradotto: banche ecc.), ulteriormente suddivise in:
    • Istituzioni finanziarie monetarie
    • Altri intermediari finanziari
    • Ausiliari finanziari
    • Imprese di assicurazione e fondi pensione
  • Amministrazioni pubbliche (tradotto: stato ecc.), ulteriormente suddivise in:
    • Amministrazioni centrali
    • Amministrazioni locali
    • Enti di previdenza e assistenza sociale
  • Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (tradotto: i cittadini)
  • Resto del mondo (tradotto: l’estero)

Inoltre poichè i ragionieri della banca centrale amano la partita doppia, ogni valore è mostrato separatamente come attività e passività, il che porta ad avere oltre 700 numeri! Di conseguenza la tabella è molto ricca di informazioni, ma illeggibile e inoltre  manca dell’informazione più importante: la ripartizione tra cittadini ricchi e poveri.

Per capirci qualcosa, cominciamo col semplificare al massimo aggregando le 35 voci in una sola, e calcolando senz’altro il saldo come attività meno passività; per quanto riguarda i settori invece, da 10 passiamo a 5 aggregando secondo i macro-settori evidenziati sopra: cittadini, aziende, banche ecc., stato ecc. ed estero. Ecco il risultato:

Tabella3_1

Allora dunque, i debiti sono in rosso, e i crediti sono in blu; sono debitori lo stato e le aziende, sono creditori i cittadini, le banche e l’estero. I crediti devono compensare i debiti quindi il totale dovrebbe essere zero ma è 1 probabilmente per un problema di arrotondamenti (su queste cifre cosa volete che sia un milione di euro !). In questa tabella super-semplificata, ritroviamo il valore di “circa due milioni di milioni di euro” per il debito pubblico; salta all’occhio che anche le aziende sono un tantino indebitate; resta però difficile orientarsi perchè l’uomo non è fatto per capire dei numeri con 12 cifre.
Per rendere più leggibili queste informazioni, proviamo a rapportare i valori pro capite (sulla base di una popolazione italiana stimata in 60 milioni); e andiamo a vedere questi crediti e questi debiti come si ripartiscono.

Tabella3_2

In questa nuova tabella si evidenzia che tra i creditori il primo posto spetta ai cittadini per la ragguardevole cifra di 46431 € a testa compresi lattanti e vecchiarde (76% dei crediti), poi vengono le banche per 8092 € (13 % dei crediti) e infine gli stranieri ci hanno prestato 6206 € a testa (10% dei crediti). I debitori sono principalmente le aziende con 31162 € rapportati ad ognuno di noi (51% dei debiti), e numero due lo stato con 29566 € a testa (49% dei debiti). Possiamo inoltre confrontare il valore di saldo per i cittadini col valore di 140000 € pro capite per la ricchezza netta citato in un altro post: il valore di 46431 € corrisponde alla componente finanziaria di questa ricchezza netta; l’altra parte, 94’000 €, corrisponde alla ricchezza reale (abitazioni, terreni, ecc.).

Non dobbiamo però gridare vittoria, perchè se è vero che i cittadini in media hanno una posizione finanziaria positiva, ci sono delle disuguaglianze (ricchi e poveri !) e inoltre il debito delle aziende e dello stato, e il credito delle banche (che sono tutti e tre sono enti astratti) deve essere riconsolidato su chi effettivamente esiste in senso proprio e li possiede: cioè in ultima analisi i cittadini stessi.

Per proseguire l’analisi, occorre quindi capire chi sono i ricchi e i poveri, facendo buon uso dei dati sulla ripartizione delle attività finanziarie in Italia ottenuti in precedenza, da cui si deduce tra l’altro che l’1% dei ricchi possiede il 10% delle attività finanziarie (quindi il restante 99% che siamo noi possiede il restante 90%). Dividiamo dunque i cittadini in due gruppi: ricchi (1% cioè 600’000) e poveri (99% cioè 59’400’000). I ricchi possiedono in ragione del loro numero l’1% dello stato e (supponiamo) in proporzione alla loro ricchezza finanziaria il 10% delle aziende. I poveri possiedono in proporzione diretta il 90% dello stato e in per differenza il 90% delle aziende.

Di conseguenza il debito pubblico deve essere ripartito in proporzione assegnandone l’1% all’1% più ricco della popolazione. Invece il debito delle aziende e il credito delle banche devono essere assegnati secondo l’altra proporzione, quindi il 10% va all’1% dei ricchi.

Facendo questi calcoli, e riportando tutto in € pro-capite si ottiene la seguente tabella:
schermata1La conclusione è che l’italiano medio (noi, il 99%) è debitore netto, e il suo gravame principale è il debito pubblico. I ricchi (l’1%) invece sono effettivamente ricchi anche al netto dei debiti da loro indirettamente posseduti. Ciò è confortante !

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