PERCHE’ I CENTRI COMMERCIALI SONO NON-LUOGHI ? Parte seconda

Perché dunque la cultura europea definisce il centro commerciale non-luogo, mentre invece il bazar mediorientale è tipicamente un luogo ?

Certo: si tratta del simbolo per eccellenza del consumismo di massa, della globalizzazione,  della serialità, del brand; dell’americanizzazione della vecchia Europa.

Certo: ai vari centri commerciali manca ancora una dimensione storica; ma il concetto è divenuto paradigmatico e la sua estetica è stata fatta propria da altri spazi: aeroporti, musei, stazioni. Insomma, se non tutti i centri commerciali, almeno l’idea di centro commerciale è ormai pienamente nella storia.   

Certo: è il simbolo della dispersione urbana, postula l’uso dell’automobile, che è mezzo atto al transito invece che alla relazione. Ma nelle periferie urbane, in molte aree del Nord-Est o della Campania, ove non esistono più piazze, paesi, cittadine, ma un’unica marmellata di cemento, l’unico elemento di distinzione è il vicino centro commerciale. Rozzano (periferia sud di Milano) si definisce e identifica per la presenza del Fiordaliso, i quartieri meridionali  di Roma per Euroma2, il mall più grande d’Europa, la provincia napoletana per il “Vulcano Buono” progettato da Renzo Piano (“Qui – è la previsione contenuta nel progetto – potrà accadere anche l’imprevisto e l’inatteso; qui gli alberi, il verde, gli spazi pavimentati e un insieme multiforme, colorato e variabile, di attività daranno il senso della città a questo spazio, modello antico e modernissimo di civitas, di civiltà urbana”).

Non è uno spazio relazionale ? Il sabato pomeriggio, la domenica, i centri commerciali sono gremiti di adolescenti, coppie anziane, famiglie intere, che passeggiano, chiacchierano, mangiano, acquistano (ovviamente). “Il Censis nota come, specie tra i giovani, i megastore siano luoghi di socialità prima ancora che di acquisto.” (Venerdì di Repubblica, 18 settembre 2009).

Dunque, perché un non-luogo ? Solo per avversione ideologica ? Per nostalgia di un mondo che sta morendo, fatto di piazze, osterie e mercati; di villaggi, paesi, cittadine, città ? Mettiamoci il cuore in pace: in molte zone d’Italia e d’Europa non esistono ormai più, sostituiti da nuove aggregazioni urbane, i cui punti di riferimento sono il centro commerciale, il cinema multisala e la palestra. Magari riuniti in un unico grande spazio, aperto 24 ore al giorno, con migliaia di posti macchina coperti, luce artificiale e temperatura costante tutto l’anno. Vigilanza privata presente, ma in modo discreto.  

Apocalittico: ma sempre meglio della televisione.

(Fine)

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