Ci libereremo dei libri di carta

sperateIl libro di carta “Non sperate di liberarvi dei libri” di Jean-Claude Carrière e Umberto Eco (2009) è piacevole da leggere soprattutto sorseggiando un pregiato distillato francese come devono aver fatto i due autori durante i dialoghi che vi sono riportati.

Tuttavia.

Il libro di carta se oggi lo collochi al suo posto all’interno del sistema della comunicazione mediatica è un oggetto ben definito dal punto di vista tecnico (in quanto stampato a grandi tirature su carta), economico (in quanto è un business) e politico (sì anche politico perché in quanto mezzo per far circolare le idee è anche un mezzo politico: chi ne controlla la diffusione, chi è autorizzato a scriverne, di quali libri si parla negli altri media …).
Questo tipo di oggetto esiste solo da quando esiste l’alfabetizzazione di massa cioè da 100 anni circa, e la citazione lapidaria “Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li hai inventati, non puoi fare di meglio.” lascia il tempo che trova.

I nostri due amici hanno la tendenza ad allargare la definizione, quando dicono “libro” includono a ritroso incunaboli, codici manoscritti arrotolati e papiri; così il libro sarebbe stato inventato con la scrittura e diventa sinonimo di cultura (oddio una sinèddoche) e quindi non ce ne liberiamo. Ma l’ultimo libro di Vespa che io trovo all’autogrill non c’entra molto con un codice miniato né da un punto di vista tecnico né economico né politico !

Checché ne dicano questi signori sta per succedere qualcosa nel mondo della parola scritta; tutti noi già oggi leggiamo moltissimo sugli schermi dei computer, poi però seduti sulla tazza del cesso o in metro viene più comodo un oggetto di carta.
La transizione che verrà è resa possibile dall’apparire di nuovi dispositivi portatili con display leggibile in tutte le condizioni, batteria a lunga durata e magari connessione perenne alla rete (non affrettatevi a correre dal vostro pusher di gadget, questi dispositivi non sono ancora praticamente disponibili anche a causa dell’ostruzionismo interessato della lobby del libro di carta).

Il discorso è un’altro, è che qualcuno da questa transizione rischia di restarne tagliato fuori,
magari perché se gli ebooks si trovano solo in inglese ci metteremo tutti a leggere in inglese,
magari perché se mi fermo all’autogrill e compro un ebook col palmare o col telefono e con l’ebook reader o che so io, allora posso scegliere tra 200000 titoli e non più solo tra 20,
magari perché come già successo nel settore della distribuzione di musica tra un pò ci sarà della maretta nel mondo della distribuzione dei libri,
magari perché tra poco l’unica casa editrice al mondo sarà google,
magari perché non ci saranno più best seller…

One thought on “Ci libereremo dei libri di carta

  1. La possibile metamorfosi dell’editoria, dal libro cartaceo al “download”, apre a mio parere almeno tre questioni.
    1) La sorte degli scrittori. Nel settore musicale i grandi nomi hanno rovesciato il rapporto tra disco e spettacoli dal vivo: se tempo fa si servivano di questi ultimi per promuovere i CD, oggi realizzano incassi favolosi con i tour (prezzi dei biglietti da 50€ in su). E gli scrittori ? Come prefigura Ammaniti nel suo ultimo romanzo, si trasformeranno in VIP qualunque, con il consueto curriculum di trasmissioni televisive, scuole di scrittura creativa, reading e feste ? La metamorfosi è già iniziata: oggi le librerie sono piene di volumi scritti (?) da star televisive; basta trovare qualche autore belloccio, alla Baricco, e il gioco è completato.
    2) L’arredamento dei soggiorni e degli studi: come sostituire i libri e le librerie ? Già ci siamo giocati LP e CD; senza i libri il locale nobile della casa apparirà vuoto.
    3) L’approccio sofisticato, magari in libreria, oppure in metropolitana, sfoggiando il libro dell’autore alla moda. Come rimorchiare il bello o la bella intellettuale, compulsando l’eBook, col quale Adelphi e Gazzetta dello Sport sono indistinguibili ?

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