Costo in Italia e altrove di certi beni e servizi

Non ostante l’Italia stia velocemente perdendo posizioni tra i paesi sviluppati, il costo per i beni e servizi tecnologici è ancora a livelli europei. Abbiamo compilato questa tabellina non esaustiva e totalmente arbitraria nella scelta.

ADSL internet flat, tariffa mensile a regime dopo il periodo promozionale alice.it 36 €
alice-dsl.de 30 €
Prezzo di un litro di gasolio per autotrazione Germania 1,120 €
Italia 1,179 €
Tariffa ferroviaria standard per un viaggio di 140-150 km in seconda classe Milano – Torino Trasporto regionale (120 minuti) 9,55 €
Frecciarossa (60 minuti) 31,00 €
Hannover – Amburgo Trasporto regionale (117 minuti) 32,60 €
ICE (74 minuti) 41,00 €

Spicca l’eccezione del trasporto regionale, vera sacca di socialismo reale; in questo caso i prezzi sono irragionevolmente economici, tanto che si può dire che viaggiare sui treni regionali in Italia è praticamente gratis; non è quindi ammesso lamentarsi se il servizio fa schifo, sorry. Si noti che (casualmente) telefonia e combustibili per autotrazioni sono settori totalmente privatizzati, mentre il trasporto ferroviario no (come ci ricorda il nome del sito FERROVIEDELLOSTATO.it).

Questa situazione va avanti da decenni, a causa dell’incapacità da parte del proprietario delle ferrovie dello stato (lo stato appunto) di far sostenere agli utenti e non a tutti i i cittadini indistintamente il vero costo industriale di questo servizio. In questo modo chi gestisce la cosiddetta Ferrovie dello Stato Spa ha le mani legate e non può fare gli investimenti (perchè guardando i bilanci non c’è un business case).

Cui prodest ? Non ai pendolari che non hanno scelta e sono obbligati a viaggiare su questi inaffidabili carri bestiame. Più probabilmente a tutti quelli che hanno interesse che il trasporto su rotaia di merci e persone resti inefficiente (autotrasportatori, società autostrade, chi costruisce e manutiene le strade, società aeree, tassisti etc. etc.).

One thought on “Costo in Italia e altrove di certi beni e servizi

  1. Il tema del trasporto pubblico presenta diversi aspetti, molti dei quali rimandano a decisioni politiche.
    1) E’ una decisione politica stabilire l’entità delle tasse, e il modo in cui sono utilizzate. Il welfare state è una conquista relativamente recente (dalla fine del XIX secolo in poi) che non vorrei fosse cancellata, per tornare allo stato dell’ancien régime, che garantiva solo sicurezza e giustizia. Secondo me la mobilità locale è parte integrante del diritto alla salute, allo studio e al lavoro, e come tale dovrebbe essere largamente sovvenzionata dalle istituzioni pubbliche. Ovviamente la qualità dei servizi è direttamente proporzionale al finanziamento che vi si eroga; purtroppo in Italia il margine di manovra è ridotto, a causa dell’alto debito e della spesa per il pubblico impiego.
    2) E’ una decisione politica il tipo di mobilità che lo stato intende sostenere. Lo Stato stesso, le Province e i Comuni finanziano con la fiscalità generale la costruzione e la manutenzione delle strade senza pedaggio (oltre che autostrade, tangenziali, superstrade; senza dimenticare le continue sovvenzioni all’industria automobilistica), investendo molti più soldi che non nel trasporto su ferrovia, al contrario di altri paesi. Considerato che il trasporto ferroviario regionale si finanzia per circa il 35-40% con il prezzo del biglietto, quanto incide invece sul contribuente ogni viaggio a corto raggio in automobile ?
    3) E’ una decisione politica mantenere in un’unica società il trasporto locale, che dovrebbe avere valenza sociale (per ragioni di lavoro, studio, salute), e quello sulle lunghe distanze, appetibile e profittevole. In questo modo si consente a Trenitalia e RFI (società del gruppo FFSS) di continuare a investire le sovvenzioni statali nell’Alta Velocità e trascurare il traffico regionale; senza contare i continui ritardi al traffico locale indotti dalle attese dei treni a lunga percorrenza. Perché non dividere Trenitalia in due società e privatizzare semmai quella che si occupa del traffico Intercity e Alta Velocità ? Considero da socialismo reale proprio la presenza dello stato in attività che non abbiano direttamente valore di servizio sociale. Ovviamente la rete dovrebbe rimanere pubblica, ma gli sviluppi per l’AV potrebbero, sul modello autostradale, essere effettuati in project financing, con concessioni pluriennali agli investitori.
    4) E’ una decisione politica l’assegnazione delle competenze sul traffico locale. La riorganizzazione del servizio ferroviario regionale è stata avviata dalla riforma Bassanini con il Dlgs. 422/97, e dal successivo decreto n. 400/99; con il nuovo quadro normativo la Regione è subentrata allo Stato nella gestione dei servizi di trasporto ferroviario di interesse regionale e locale. Con quali risorse ? Con che differenze tra regioni ricche e povere ? Con quale ruolo di regolamentazione da parte dello Stato ? Con quale ruolo dei Comuni nella predisposizione di parcheggi di corrispondenza o di linee automobilistiche che facilitino l’accesso ai residenti nei comuni vicini alle stazioni ?
    5) E’ invece una decisione gestionale il modo in cui investire le sovvenzioni ricevute dagli enti pubblici. Gli sprechi per le emettitrici di biglietti inutilizzate, l’aria condizionata su carrozze obsolete, i cartelli ridondanti sono solo alcuni esempi. Il blog di un esperto, Giorgio Stagni (http://miol.it/stagniweb/) riporta molti esempi di sprechi e inefficienze del nostro sistema ferroviario.
    6) Infine, sono decisioni operative quelle sugli orari, irrazionali e “smemorari”, sulle comunicazione agli utenti e sui tanti aspetti che rendono un viaggio sui treni regionali imprevedibile e avventuroso. “Ho visto cose che voi umani …”.

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