Religione privata

L’argine del fiume che costeggia una città di provincia della fertile pianura non è sempre un luogo ameno. Abbiamo cave di ghiaia, discarichette di amianto e copertoni, residui di picnic e immondizia varia, ponti di superstrade. Uno tutto si aspetterebbe tranne trovare proprio sotto uno di questi ponti un luogo di raccoglimento, di spiritualità.

È successo che qualche tempo fa un ragazzo è precipato con l’auto dal viadotto; probabilmente sono stati i suoi amici a costruire proprio lì sotto un sacrario improvvisato e naïf, a colori balcanici.

Considerato che qua nei dintorni è un bel pezzo che non si costruiscono chiese o tabernacoli (vanno più le rotonde e i capannoni), questa piccola costruzione va considerata a tutti gli effetti espressione esteriore di una nuova forma religiosa: una religione privata, che si lega solo i membri di un gruppo omogeneo.

Il rischio che la prossima piena del fiume se lo porti via c’è, ma siamo certi che verrà ricostruito con la stessa spontaneità: il manufatto artistico votivo che viene ricreato dopo ogni alluvione è come il fuoco sacro che gli adepti devono tenere acceso.

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