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5 Racconti
Scrittura Industriale Collettiva
5 Racconti -
263 pagine
I edizione gennaio 2010
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Sinossi

La scrittura collettiva è una forma di scrittura di testi che coinvolge più autori. Normalmente si parla di scrittura collettiva in riferimento alla composizione di testi narrativi, mentre si preferisce usare la dizione più generica scrittura collaborativa per testi di altro tipo. Il fenomeno della scrittura collettiva, per lungo tempo relegato al rango di gioco letterario, ha negli ultimi anni assunto dignità artistica e commerciale, grazie soprattutto al successo dei romanzi del collettivo Wu Ming, al quale si è affiancato il collettivo Kai Zen. (Wikipedia it)

Incipit

Al “da’ mano fratello!” dell'ambulante senegalese, Paolo si scosta, quasi evitasse la lama tesa di un coltello. Una vecchia ricurva sotto la sporta della spesa esclama: – Vai in mona, Mozambico! e aggiunge, rivolta a Paolo: –  Questi sono tutti delinquenti! Paolo la manda subito al diavolo: – Ma cosa vuole! – le urla in malo modo, spalancando con rabbia la porta del supermercato. “Peggio dei vu cumpra’, i padovani,” si dice, e comincia a guardarsi intorno spingendo il carrello. È il tardo pomeriggio del venerdì, e come ogni venerdì Paolo è stanco per il lavoro e inacidito per la visita di rito all’Istituto. Gli sforzi che compie per rabbonire le furie insulse di suo zio Marino finiscono di sfinirlo per il fine settimana. La gente si affolla tra gli scaffali dell'Esselunga. “Più fuori di testa dello zio, i padovani,” riflette. Paolo spinge il carrello, carica una cassa di birra, una bottiglia di whisky da poco, un pacco di wurstel, uno di merendine. Tra un prodotto e l’altro gli si appiccica addosso una melassa erotica. Al supermercato gli viene sempre voglia di scopare: passa dalle merendine ai culi, dai polli ai seni, e si stizzisce perché sa che tornerà a casa con polli e merendine ma senza culi e seni, al massimo con un sorriso della cassiera che gli piace, accompagnato come ogni volta da un “perché non le hai parlato, idiota?” Anche Anna entra all’Esselunga di malumore. Per sé deve comprare solo assorbenti, pane e shampoo, ma i coinquilini come al solito l’hanno incastrata e si ritrova con una lista della spesa di mezzo metro. “Sempre io a fare la spesa, sempre; mai che gli venga in mente di riempire il frigorifero, che a quei mentecatti venga in mente di trascinarsi al supermercato; dovrebbero essere loro a fare la spesa per me, loro che fagocitano qualsiasi schifezza e finiscono sempre tutto, barcollanti, con le occhiaie strabordanti, due bambini strafatti,” pensa.