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Altai
Wu Ming
Altai -
380 pagine
I edizione marzo 2010
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Sinossi

Siamo tornati. Eccoci finalmente fuori dal tunnel. L’attesa è stata lunga, ma abbiamo la presunzione di pensare che il risultato la ripagherà. Questo romanzo lo abbiamo scritto in marcia forzata, lavorando più intensamente di quanto abbiamo mai fatto, animati dalla sfida che avevamo lanciato a noi stessi: tornare al punto d’origine, cimentarci con il continuum spaziotemporale del nostro romanzo d’esordio, ma senza scrivere “Q 2″. A oltre dieci anni di distanza non sarebbe stato credibile (né possibile).

Incipit

Quando giunse il tuono ero ancora sveglio. Seduto al tavolo, sfogliavo delazioni e denunce al lume di candele. Mandavo a memoria nomi e indirizzi di spie. Poi le orecchie scoppiarono, tremò il pavimento, una pioggia di vetri e intonaco mi sommerse. Per giorni avrei cavato schegge dai capelli. Rialzai il capo, la stanza era buia, la finestra in frantumi incorniciava un bagliore. Sembrava il sorgere del sole, ma era notte fonda, e il vento aveva odore di cannone. Mi affacciai e vidi una luce di torcia, sospesa sotto le stelle, dietro la guglia di San Francesco. I tezoni, pensai. Le darsene, la casa dell’Arsenale. Il cuore della Serenissima in fiamme. Scesi le scale saltando i gradini. Il portone del palazzo era uscito dai cardini, ma lo bloccava un cumulo di macerie. Trovai un pertugio e spinsi fino a sgusciare fuori. Nella calle, facce attonite si interrogavano a vicenda, avvolte da un silenzio spaurito. I più audaci sussurravano i nomi di Terremoto e Apocalisse. Intere famiglie abbandonavano le case, alcune saltando dai balconi come dalle murate di un vascello che affonda.