{"id":1058,"date":"2011-08-03T20:43:16","date_gmt":"2011-08-03T19:43:16","guid":{"rendered":"https:\/\/calomelano.it\/?p=1058"},"modified":"2014-04-30T18:26:17","modified_gmt":"2014-04-30T17:26:17","slug":"in-fatue-azioni-doc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/calomelano.it\/?p=1058","title":{"rendered":"in&#8230;fatu(e)&#8230; AZIONI"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/calomelano.it\/?attachment_id=1060\" rel=\"attachment wp-att-1060\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1060 alignleft\" style=\"margin: 5px;\" title=\"Fiocco\" alt=\"\" src=\"https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/P7170124_.jpg\" width=\"423\" height=\"565\" \/><\/a>Che occorrano segni, simboli, icone, gesti emblematici per ogni movimento umano \u00e8 scontato, l&#8217;animo nostro, quello collettivo soprattutto, sembra aver bisogno, per compattarsi e impattare di emblemi, vessilli, bandiere, magari sciarpe o foulard da sventolare e agitare, giubbe e gabbane da indossare per poi voltarle e rivoltarle &#8211; o rattopparle &#8211; come i cappotti in tempo di guerra.<\/p>\n<p>Onde verdi, fiorite, monocrome, tricolori e variopinte, lune e stelle, falci e martelli, strisce e bisce percorrono e hanno percorso il globo in movimenti e sommovimenti di varia sostanza e urgenza \u2026 e pugni alzati, mani agitate, slogan scanditi, braccia distese&#8230; (il post dalla Catalogna di Paolog documenta in chiave goliardica il recente e senz&#8217;altro sacrosanto movimento degli indignados che agitano in alto le mani aperte e &#8216;pulite&#8217;&#8230;)<\/p>\n<p>Alcuni segni e gesti resistono, diventano durevoli e amati simboli, altri svaniscono o passano a significare, veicolare altri messaggi, idee, magari antitetici&#8230;<\/p>\n<p>Mi chiedo da cosa dipenda&#8230; se dalla propriet\u00e0 del vestito o del gesto o dalla natura del &#8216;corpo&#8217;&#8230;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la questione vera \u00e8 o dovrebbe essere che cosa simboleggi il simbolo, che cosa vesta il vestito&#8230; in altre parole che obiettivo e idea e ideale o battaglia voglia comunicare rappresentare&#8230; veicolare&#8230;trascinare&#8230;<\/p>\n<p>Davvero non sempre son chiari gli intenti, pi\u00f9 spesso son sovrapposti, intrecciati, confusi&#8230; come i simboli che dovrebbero rappresentarli.<\/p>\n<p>Ho preso tempo per non soggiacere all&#8217;imperativo dell&#8217;\u201dargomento del giorno\u201d che tanto disturba il mio amico Paolo, sono passati parecchi giorni dall&#8217;evento senese del SE NON ORA QUANDO che riconvogliava, dopo le imponenti manifestazioni di piazza del 13 febbraio, le energie indignate delle donne in rivolta contro il disvalore imperante e l&#8217;immoralit\u00e0 delle istituzioni e del potere.<\/p>\n<p>Credo che, ben oltre l&#8217;urgenza cronachistica, la questione che il fenomeno investe sia di maggior peso e di maggior momento&#8230;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 davvero, pur avendovi preso parte, anche attiva, non riesco a vederci ben chiaro in questa battaglia delle donne &#8230;se non l&#8217;indignazione e lo scontento che fermenta e si coagula in sussulti e rimostranze, polemiche e invettive&#8230;ma di chi&#8230;contro chi, che cosa? Per chi, che cosa? Soprattutto, da parte di chi?<\/p>\n<p>Se battaglia civile, presidio di democrazia dev&#8217;essere perch\u00e9 \u2013 mi son subito chiesta &#8211; solo di femmine, perch\u00e9 solo le donne dovrebbero cavalcarli, talora, sospetto, strumentalizzarli&#8230;<\/p>\n<p>Se il bersaglio \u00e8 l&#8217;Italia dei disvalori&#8230;.perch\u00e9 mai solo le donne dovrebbero scendere in piazza e sparare&#8230;agitarsi e agitare simboli e vessilli, vestire divise&#8230;<\/p>\n<p>Ritorno ai simboli e agli slogan: bellissimi, fascinosi, geniali alcuni&#8230;ma talmente ambigui, sfuggenti, equivoci addirittura&#8230;come i messaggi e le idee che dovevano veicolare, mi viene il sospetto.<\/p>\n<p>E soprattutto settoriali, se non settari, nei loro marcati tratti di genere: panni stesi con le mollette, bucato (di questi ultimi sono io la responsabile, come ho gi\u00e0 confessato, li avevo ideati con tutto il relativo corredo metaforico per le movimentazioni vercellesi e me li son visti riproposti attraverso le foto della stampa sulla piazza senese, provando un sottile senso d&#8217;inquietudine mescolato alla lusinga), fiocchi rosa, gomitoli, fiorellini&#8230;, tutto l&#8217;armamentario con cui la storia, la cultura e la tradizione hanno irretito, impigliato, imbrigliato( imbrOgliato? ) e ingarbugliato in senso reale e figurato &#8211; la parte femminile dell&#8217;umanit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>E poi il colore rosa, cos\u00ec pericolosamente compromesso con un visione &#8216;baby&#8217;, leziosa e zuccherosa, cos\u00ec attaccabile ed effettivamente &#8216;attaccata&#8217;, criticata&#8230;<\/p>\n<p>Quel rosa che si raggrumava e concretizzava in fiocchi e gale, nodi e ghirlande, nella varia e famigerata tipologia dell&#8217;intreccio aggraziato e femmineo, anche metaforicamente riproposto: l&#8217;Italia coi fiocchi, la giornata coi fiocchi, alludendo ad una nazione che nasce o meglio rinasce, al lieto evento di un paese rigenerato nell&#8217;onest\u00e0 e purezza&#8230; ma fiocchi rosa, non azzurri&#8230; solo per beb\u00e8 femmina&#8230;<\/p>\n<p>Nella fucina vercellese del movimento si agitavano altre fascinose e suggestive idee: Francesca lanciava nel tempo di Carnevale, coincidente quest&#8217;anno con la ricorrenza dell&#8217;otto di marzo, l&#8217;idea del travestimento da fatine \u2013 cappello a punta e velo di tulle, rigorosamente rosa, manco a dirlo &#8211; con cui aggirarsi nella notte in provocatorio incognito a infiocchettare di fiocchi rosa la citt\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>Idea di impareggiabile suggestione e poeticit\u00e0, come tutte le idee di Francesca, ma ad altissimo rischio di comicit\u00e0 involontaria ed esposta ad ogni possibile ludibrio e scherno maschilista&#8230;basti pensare all&#8217;intercambiabilit\u00e0 nell&#8217;immaginario collettivo di fate e streghe&#8230; se non alle fattucchiere, da sempre simulacri del femminino negativo insidioso e pericoloso&#8230;<\/p>\n<p>Prendendo scherzosamente le distanze mi dichiaravo preoccupata per la mia acconciatura costretta nel cappellino a cono di cartoncino e per il rischio di assomigliare pi\u00f9 a Maga Mag\u00f2 con i miei ricci medusei che alla fatina buona dell&#8217;iconografia delle fiabe&#8230;o peggio, per le forme tondeggianti che l&#8217;et\u00e0 avanzante mi sta regalando, ad una delle tozze e buffe fatine disneyane del cartone \u201cLa bella addormentata\u201d (avete presenti Fauna, Flora, Serena?) .<\/p>\n<p>Senza contare l&#8217;insidia segnica contenuta nel corredo iconografico e nella strumentazione che accompagna le fate, la bacchetta magica, in particolare: se Francesca proponeva di alludere alle cinematografiche \u201cFate ignoranti\u201d parafrasandole in &#8216;fate sapienti&#8217; o qualcosa del genere, io non riuscivo a togliermi dalla testa espressioni (ed immagini) quali &#8216;fate bacchettanti&#8217; o peggio &#8216;bacchettone&#8217; (sar\u00e0 che sono un&#8217;insegnante&#8230;) dunque &#8216;fate saccenti&#8217; pi\u00f9 che sapienti o ancor peggio, con facile contrazione ludolinguistica, &#8216;baccanti&#8217;&#8230;(orrore!)<\/p>\n<p>La sera deputata ho provato a defilarmi con tutte le scuse ed espedienti, una cena per salutare un amico in partenza, la stanchezza&#8230; finch\u00e9 mi sono decisa a raggiungere le compagne in piazza&#8230; avevano continuato a messaggiarmi per coinvolgermi e indicarmi percorso e azioni&#8230;<\/p>\n<p>La piazza era vuota e buia, faceva freddino, non c&#8217;era anima viva&#8230;altro che confondersi tra la folla come aveva immaginato Francesca&#8230;loro sono arrivate alla spicciolata, armate di scotch, forbici, fiocchi, tulle e nastri&#8230; i cappelli a punta in testa, talora un po&#8217; goffamente aggiustati &#8211; una di loro lo aveva calato sopra la cuffietta ottenendo una pittorica foggia di dama medievale &#8211; o sotto braccio per timidezza e pudore&#8230; niente di esagitato, esibizionistico&#8230; mi son ricordata di certe azioni e situazioni lontane di quando ero ragazza, con le mie amiche, un po&#8217; ingenue, le letterine e gli addobbi per le feste fatti in casa, il ricamo dalle suore, il banco di beneficenza allestito in povert\u00e0 di mezzi&#8230; per\u00f2 con volont\u00e0, grazia, dedizione, cura del particolare, attenzione&#8230; le vere doti femminili&#8230;<\/p>\n<p>Paolo, l&#8217;amico che avevamo festeggiato prima che partisse per il Vietnam, cinico e irridente per stile e metodo, si \u00e8 commosso per primo e la mia ipercriticit\u00e0 solipsistica \u00e8 andata in scacco&#8230; mi sono vergognata e commossa guardando Mariella, attivista intelligente e sensibile, appuntare alle facciate e agli archi i raffinati fiocchi-ghirlanda di tulle rosa che lei stessa aveva confezionato insieme alla figlia: nella notte poco illuminata l&#8217;addobbo delicato non aveva nulla di lezioso, tenui ragnatele evanescenti e impalpabili, piccole magie di grazia ineffabile, elegante, maliosa fascinazione&#8230; nella loro leggerezza segni fortissimi di suggestione potente&#8230;durevole nella mia memoria.<\/p>\n<p>Non so dire che cosa simboleggiassero ma conservo quasi religiosamente appeso alla porta di casa uno di quei fiocchi, me l&#8217;ha regalato proprio Mariella il giorno dopo, quando per rimediare alla defezione della sera prima mi sono offerta, contrita, di aiutare a smontare l&#8217;addobbo allo scadere del permesso concesso dall&#8217;amministrazione cittadina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che occorrano segni, simboli, icone, gesti emblematici per ogni movimento umano \u00e8 scontato, l&#8217;animo nostro, quello collettivo soprattutto, sembra aver bisogno, per compattarsi e impattare di emblemi, vessilli, bandiere, magari sciarpe o foulard da sventolare e agitare, giubbe e gabbane da indossare per poi voltarle e rivoltarle &#8211; o rattopparle &#8211; come i cappotti in [&#8230;]<\/p>\n<p><a class=\"btn btn-secondary understrap-read-more-link\" href=\"https:\/\/calomelano.it\/?p=1058\">Leggi tutto&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1058"}],"collection":[{"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1058"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1058\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1061,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1058\/revisions\/1061"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}