{"id":1064,"date":"2011-08-09T15:25:40","date_gmt":"2011-08-09T14:25:40","guid":{"rendered":"https:\/\/calomelano.it\/?p=1064"},"modified":"2012-09-13T12:38:56","modified_gmt":"2012-09-13T11:38:56","slug":"s-piazza-menti-rim-piazza-menti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/calomelano.it\/?p=1064","title":{"rendered":"S&#8230;PIAZZA&#8230;MENTI RIM&#8230;PIAZZA&#8230;MENTI"},"content":{"rendered":"<p>La piazza \u00e8 davvero un bel &#8216;tema&#8217;, nel senso lato di argomento ma anche nel senso tecnico di &#8216;segno&#8217; costitutivo e riconosciuto della citt\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>Anche se Marco Romano, nella sua &#8220;Estetica della citt\u00e0&#8221; &#8211; dove conia e usa il termine in questa seconda accezione &#8211; sostiene che il &#8216;tema&#8217; spaziale della piazza, i cui precedenti cospicui (le agor\u00e0 greche, i fori romani, i cortili delle moschee, i chiostri&#8230;) farebbero pensare a un archetipo costante, scompaia in Europa gi\u00e0 verso il VI secolo&#8230;<\/p>\n<p>Al pi\u00f9 si rintraccerebbero slarghi, spazi angusti, come la curtis nel Duecento, non ancora consolidata in una vera e propria piazza, piuttosto uno spazio, delimitato inizialmente da un muro, al cui interno si trova un complesso religioso o il complesso dei palazzi civici.<\/p>\n<p>Mano a mano che al muro si sostituiscano case private prenderebbe corpo il tipo familiare di piazza.<\/p>\n<p>Ma il tema prevalente resterebbe per tutto il secolo una strada principale, a volte allargata.<\/p>\n<p>Un&#8217;arteria pi\u00f9 che un cuore, sembrerebbe, nelle nostre citt\u00e0, originariamente&#8230;un vaso sanguigno senza centro di circolazione, flusso senza pompa&#8230;<\/p>\n<p>Un po&#8217; come, mantenendo la metafora, la circolazione sanguigna degli esseri viventi meno evoluti&#8230; solo attraverso vasi, senza un centro propulsore, muscolo-pompa morfologicamente e fisiologicamente delineato e individuabile.<\/p>\n<p>Vercelli ha una bella piazza, piazza Cavour, proprio nel centro.<\/p>\n<p>Che funziona come un cuore, piccolo cuore, della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Della piazza ha le funzioni tradizionali, ospita il mercato settimanale, vi convergono le vie disposte intorno un po&#8217; a raggiera, un po&#8217; come il filo di un gomitolo che si avviluppa e sdipana intorno.<\/p>\n<p>Alla citt\u00e0 sembra imprimere il caratteristico ritmo, piccolo battito, lento e sonnolento, un poco asfittico, come un cuoricino appunto.<\/p>\n<p>Ricorda un chiostro slargato (del chiostro ha la natura di spazio insieme chiuso e aperto, apertura interna, riparata&#8230; ), vi si affacciano i negozi, i locali pubblici, la gente vi arriva e la attraversa, vi indugia, si incontra, se ne va via&#8230; il monumento posto al centro \u00e8 un meta, un perno&#8230;<\/p>\n<p>Sembrerebbe cos\u00ec da secoli, da sempre, come per tante piazze delle nostre citt\u00e0 e paesi, luoghi deputati della vita associata, dell&#8217;urbanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/calomelano.it\/?attachment_id=1066\" rel=\"attachment wp-att-1066\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1066\" style=\"margin: 5px;\" title=\"Vercelli, Piazza Cavour, Marzo 2004\" src=\"https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/P7160122_.jpg\" alt=\"\" width=\"778\" height=\"568\" srcset=\"https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/P7160122_.jpg 972w, https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/P7160122_-300x219.jpg 300w, https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/P7160122_-90x65.jpg 90w\" sizes=\"(max-width: 778px) 100vw, 778px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quando, alcuni anni fa, per un intervento di restyling e ripristino della pavimentazione (molto discusso all&#8217;epoca ma alla prova del poi azzeccato&#8230; nel pieno delle polemiche, a lavori non ancora ultimati, un amico che si definiva &#8216;bastian contrario&#8217; ne aveva felicemente e acutamente visto i pregi e previsto la buona riuscita funzionale ed estetica&#8230;), la piazza \u00e8 stata transennata e chiusa al passaggio, la sensazione era proprio quella di un intervento a cuore aperto, la circolazione deviata sotto i portici, il flusso rallentato e ostacolato, le transenne intorno come punti di sutura&#8230;<br \/>\nLo ricordo &#8211; io vivo in una soffitta che guarda di sguincio la piazza &#8211; come un periodo triste, una sospensione, un&#8217; epoch\u00e8.<\/p>\n<p>La vita sembrava artificialmente interrotta, per lo meno rallentata, raggiungere i luoghi, le persone, era davvero difficoltoso, si guardava attraverso le transenne come attraverso sbarre di una prigione&#8230;<\/p>\n<p>E poi ricordo quando, alla fine dei lavori, i cartelli annunciavano la riapertura della piazza e il farmacista della farmacia sotto i portici, senza aspettare il termine indicato dall&#8217;amministrazione per la rimozione, aveva per primo spostato una delle transenne ed era entrato nello spazio ancora vuoto occupandolo per primo, subito seguito dai passanti.<\/p>\n<p>La piazza si era riempita in un momento, come in un processo osmotico, in modo abnorme, come un flusso incontenibile, uno sbocco di pressione anomalo, un travaso&#8230;che poi lentamente si era normalizzato, riassorbito, con la ripresa del ritmo da mesi interrotto&#8230; riprendeva la diastole-sistole della vita consueta negli spazi consueti del vivere.<\/p>\n<p>Ho impressa nella memoria la suggestione particolare del fenomeno, in cui si sovrapponevano e mescolavano le due nature, fisiologica e ideologica, di ogni manifestazione umana: perch\u00e9 il travaso meccanico aveva contemporaneamente il sapore di un&#8217;occupazione volontaria, anzi una ri-occupazione, la folla che invadeva silenziosa la piazza e la gremiva come mai prima e mai pi\u00f9 aveva un movimento quasi epico, come, mi figuravo, nei giorni della liberazione dopo una guerra, un&#8217;occupazione straniera, un&#8217; oppressione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La piazza \u00e8 davvero un bel &#8216;tema&#8217;, nel senso lato di argomento ma anche nel senso tecnico di &#8216;segno&#8217; costitutivo e riconosciuto della citt\u00e0&#8230; Anche se Marco Romano, nella sua &#8220;Estetica della citt\u00e0&#8221; &#8211; dove conia e usa il termine in questa seconda accezione &#8211; 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