{"id":1269,"date":"2013-08-05T10:36:10","date_gmt":"2013-08-05T09:36:10","guid":{"rendered":"https:\/\/calomelano.it\/?p=1269"},"modified":"2013-08-05T10:36:10","modified_gmt":"2013-08-05T09:36:10","slug":"crediti-e-debiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/calomelano.it\/?p=1269","title":{"rendered":"Crediti e debiti"},"content":{"rendered":"<p>Questo post \u00e8 l&#8217;approfondimento di un tema toccato rapidamente in <a title=\"Confusione\" href=\"\/?p=1249\">un post precedente<\/a>: l&#8217;analisi dei debiti e crediti degli italiani.<\/p>\n<p>Nel frattempo \u00e8 uscito <a title=\"Statistiche monetarie, creditizie e finanziarie \u203a Statistiche monetarie, bancarie e finanziarie \u203a Conti finanziari\" href=\"http:\/\/www.bancaditalia.it\/statistiche\/stat_mon_cred_fin\/banc_fin\/pimecf\" target=\"_blank\">qui<\/a> in formato PDF (sette giugno 2013) il nuovo rapporto \u201c<em>Conti finanziari<\/em>\u201d di Banca d&#8217;Italia con i dati per il <strong>2012<\/strong>, quindi la fonte di tutti dati \u00e8 la Tavola 3 \u201c<em>Attivit\u00e0 e passivit\u00e0 finanziarie dell\u2019Italia nel 2012 (consistenze)<\/em>&#8220;, che per vostra comodit\u00e0 potete trovare convertita (tra l&#8217;altro correggendo due errori !) in foglio elettronico <a title=\"crediti_debiti_download.ods\" href=\"wp-content\/uploads\/2013\/06\/crediti_debiti_download.ods\" target=\"_blank\">qui<\/a> in formato LibreOffice ODS, <a title=\"crediti_debiti_download.xls\" href=\"wp-content\/uploads\/2013\/06\/crediti_debiti_download.xls\" target=\"_blank\">qui<\/a> in formato Excel 2003 XLS e <a title=\"crediti_debiti_download.xlsx\" href=\"wp-content\/uploads\/2013\/06\/crediti_debiti_download.xlsx\" target=\"_blank\">qui<\/a> in formato Excel 2007 XLSX.<\/p>\n<p>La tabella come viene fornita dall\u2019ufficio statistico della Banca d\u2019Italia ti d\u00e0 i valori disaggregati in <strong>35 voci<\/strong> per <strong>10 settori<\/strong> diversi:<\/p>\n<ul>\n<li>Societ\u00e0 non finanziarie (tradotto: le <strong>aziende<\/strong>)<\/li>\n<li>Societ\u00e0 finanziarie (tradotto: <strong>banche ecc.<\/strong>), ulteriormente suddivise in:\n<ul>\n<li>Istituzioni finanziarie monetarie<\/li>\n<li>Altri intermediari finanziari<\/li>\n<li>Ausiliari finanziari<\/li>\n<li>Imprese di assicurazione e fondi pensione<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>Amministrazioni pubbliche (tradotto: <strong>stato ecc.<\/strong>), ulteriormente suddivise in:\n<ul>\n<li>Amministrazioni centrali<\/li>\n<li>Amministrazioni locali<\/li>\n<li>Enti di previdenza e assistenza sociale<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (tradotto: i <strong>cittadini<\/strong>)<\/li>\n<li>Resto del mondo (tradotto: l&#8217;<strong>estero<\/strong>)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Inoltre poich\u00e8 i ragionieri della banca centrale amano la partita doppia, ogni valore \u00e8 mostrato separatamente come <strong>attivit\u00e0<\/strong> e <strong>passivit\u00e0<\/strong>, il che porta ad avere oltre 700 numeri!\u00a0Di conseguenza la tabella \u00e8 molto ricca di informazioni, ma <strong>illeggibile<\/strong> e inoltre\u00a0 manca dell&#8217;informazione pi\u00f9 importante: la ripartizione tra <strong>cittadini ricchi e poveri<\/strong>.<\/p>\n<p>Per capirci qualcosa, cominciamo col semplificare al massimo aggregando le 35 voci in una sola, e calcolando senz&#8217;altro il saldo come attivit\u00e0 meno passivit\u00e0; per quanto riguarda i settori invece, da 10 passiamo a 5 aggregando secondo i macro-settori evidenziati sopra: cittadini, aziende, banche ecc., stato ecc. ed estero. Ecco il risultato:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1270\" alt=\"Tabella3_1\" src=\"https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Tabella3_1.png\" width=\"792\" height=\"79\" srcset=\"https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Tabella3_1.png 792w, https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Tabella3_1-300x29.png 300w, https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Tabella3_1-90x8.png 90w\" sizes=\"(max-width: 792px) 100vw, 792px\" \/><\/p>\n<p>Allora dunque, i debiti sono in rosso, e i crediti sono in blu; sono debitori lo stato e le aziende, sono creditori i cittadini, le banche e l&#8217;estero. I crediti devono compensare i debiti quindi il totale dovrebbe essere zero ma \u00e8 1 probabilmente per un problema di arrotondamenti (su queste cifre cosa volete che sia un milione di euro !). In questa tabella super-semplificata, ritroviamo il valore di &#8220;circa due milioni di milioni di euro&#8221; per il debito pubblico; salta all&#8217;occhio che anche le aziende sono un tantino indebitate; resta per\u00f2 difficile orientarsi perch\u00e8 l&#8217;uomo non \u00e8 fatto per capire dei numeri con 12 cifre.<br \/>\nPer rendere pi\u00f9 leggibili queste informazioni, proviamo a rapportare i valori pro capite (sulla base di una popolazione italiana stimata in 60 milioni); e andiamo a vedere questi crediti e questi debiti come si ripartiscono.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1272\" alt=\"Tabella3_2\" src=\"https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Tabella3_2.png\" width=\"792\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Tabella3_2.png 792w, https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Tabella3_2-300x88.png 300w, https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Tabella3_2-90x26.png 90w\" sizes=\"(max-width: 792px) 100vw, 792px\" \/><\/p>\n<p>In questa nuova tabella si evidenzia che tra i creditori il primo posto spetta ai cittadini per la ragguardevole cifra di 46431 \u20ac a testa compresi lattanti e vecchiarde (76% dei crediti), poi vengono le banche per 8092 \u20ac (13 % dei crediti) e infine gli stranieri ci hanno prestato 6206 \u20ac a testa (10% dei crediti). I debitori sono principalmente le aziende con 31162 \u20ac rapportati ad ognuno di noi (51% dei debiti), e numero due lo stato con 29566 \u20ac a testa (49% dei debiti). Possiamo inoltre confrontare il valore di saldo per i cittadini col valore di 140000 \u20ac pro capite per la ricchezza netta citato in <a title=\"Ricchi e poveri in Italia\" href=\"\/?p=1273\">un altro post<\/a>: il valore di 46431 \u20ac corrisponde alla componente finanziaria di questa ricchezza netta; l&#8217;altra parte, 94&#8217;000 \u20ac, corrisponde alla ricchezza reale (abitazioni, terreni, ecc.).<\/p>\n<p>Non dobbiamo per\u00f2 gridare vittoria, perch\u00e8 se \u00e8 vero che i cittadini in media hanno una posizione finanziaria positiva, ci sono delle disuguaglianze (ricchi e poveri !) e inoltre il debito delle aziende e dello stato, e il credito delle banche (che sono tutti e tre sono enti astratti) deve essere riconsolidato su chi effettivamente esiste in senso proprio e li possiede: cio\u00e8 in ultima analisi i cittadini stessi.<\/p>\n<p>Per proseguire l&#8217;analisi, occorre quindi capire chi sono i ricchi e i poveri, facendo buon uso dei dati sulla ripartizione delle attivit\u00e0 finanziarie in Italia ottenuti <a title=\"Ricchi e poveri in Italia\" href=\"\/?p=1273\">in precedenza<\/a>, da cui si deduce tra l&#8217;altro che l&#8217;<strong>1%<\/strong> dei ricchi possiede il <strong>10%<\/strong> delle attivit\u00e0 finanziarie (quindi il restante 99% che siamo noi possiede il restante 90%). Dividiamo dunque i cittadini in due gruppi: <strong>ricchi<\/strong> (1% cio\u00e8 600&#8217;000) e <strong>poveri<\/strong> (99% cio\u00e8 59&#8217;400&#8217;000). I ricchi possiedono in ragione del loro numero l&#8217;1% dello stato e (supponiamo) in proporzione alla loro ricchezza finanziaria il 10% delle aziende. I poveri possiedono in proporzione diretta il 90% dello stato e in per differenza il 90% delle aziende.<\/p>\n<p>Di conseguenza il debito pubblico deve essere ripartito in proporzione assegnandone l&#8217;1% all&#8217;1% pi\u00f9 ricco della popolazione. Invece il debito delle aziende e il credito delle banche devono essere assegnati secondo l&#8217;altra proporzione, quindi il 10% va all&#8217;1% dei ricchi.<\/p>\n<p>Facendo questi calcoli, e riportando tutto in \u20ac pro-capite si ottiene la seguente tabella:<br \/>\n<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1278\" alt=\"schermata1\" src=\"https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/schermata1.png\" width=\"476\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/schermata1.png 476w, https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/schermata1-300x128.png 300w, https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/schermata1-90x38.png 90w\" sizes=\"(max-width: 476px) 100vw, 476px\" \/>La conclusione \u00e8 che l&#8217;italiano medio (noi, il 99%) \u00e8 debitore netto, e il suo gravame principale \u00e8 il debito pubblico. I ricchi (l&#8217;1%) invece sono effettivamente ricchi anche al netto dei debiti da loro indirettamente posseduti. Ci\u00f2 \u00e8 confortante !<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo post \u00e8 l&#8217;approfondimento di un tema toccato rapidamente in un post precedente: l&#8217;analisi dei debiti e crediti degli italiani. Nel frattempo \u00e8 uscito qui in formato PDF (sette giugno 2013) il nuovo rapporto \u201cConti finanziari\u201d di Banca d&#8217;Italia con i dati per il 2012, quindi la fonte di tutti dati \u00e8 la Tavola 3 [&#8230;]<\/p>\n<p><a class=\"btn btn-secondary understrap-read-more-link\" href=\"https:\/\/calomelano.it\/?p=1269\">Leggi tutto&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4,8],"tags":[32,47,64],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1269"}],"collection":[{"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1269"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1269\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1279,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1269\/revisions\/1279"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}