{"id":1286,"date":"2013-11-01T11:28:24","date_gmt":"2013-11-01T10:28:24","guid":{"rendered":"https:\/\/calomelano.it\/?p=1286"},"modified":"2013-11-01T14:17:44","modified_gmt":"2013-11-01T13:17:44","slug":"non-esiste-il-centro-sulla-superficie-di-una-sfera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/calomelano.it\/?p=1286","title":{"rendered":"Non esiste il centro sulla superficie di una sfera"},"content":{"rendered":"<p>Johann Sebastian Bach all&#8217;apice della propria vita professionale visse a <strong>Lipsia<\/strong>, che in quegli anni contava<a title=\"La popolazione di Lipsia su wikipedia tedesca\" href=\"http:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Einwohnerentwicklung_von_Leipzig\" target=\"_blank\"> trentamila abitanti:<\/a> proprio come <strong>Abbiategrasso<\/strong> oggi. Il rinascimento nacque tre secoli prima a <strong>Firenze<\/strong>, che all&#8217;epoca contava settantamila abitanti o poco pi\u00f9 &#8211; la stessa dimensione dell&#8217;odierna <strong>Catanzaro<\/strong>.<br \/>\nDa questi esempi \u00e8 chiaro che non c&#8217;\u00e8 un numero di abitanti minimo che deve avere un citt\u00e0 per essere effervescente e dare contributi unici alla cultura dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 allora chi vive oggi in una citt\u00e0 con meno di un milione di abitanti si sente in provincia, e pare che tutto ci\u00f2 che \u00e8 interessante possa accadere solo in quattro citt\u00e0 al mondo: <strong>New York City<\/strong>, <strong>Londra<\/strong>, <strong>Seoul<\/strong> e <strong>Pechino<\/strong>, che contano 8-10 milioni di abitanti nell&#8217;area urbana e arrivano a 20-25 milioni nelle rispettive conurbazioni ?<\/p>\n<p>In origine il trasferimento in massa nelle citt\u00e0 (inurbazione) fu dovuto alla <strong>rivoluzione industriale<\/strong>. Fino al diciottesimo secolo l&#8217;economia era prevalentemente agraria, e la produzione avveniva in modo distribuito sul territorio. A partire dalla rivoluzione industriale la citt\u00e0 diventa luogo primario di <strong>produzione del valore<\/strong>, e inizia l&#8217;inurbazione di massa: le fabbriche necessitano di moltitudini di operaie ed operai, che si spostano a piedi e quindi devono abitare nel raggio di pochi chilometri. Da quel momento in avanti la citt\u00e0 diventa anche un potente meccanismo di <strong>accumulazione di valore<\/strong>, perch\u00e9 pi\u00f9 gente si trasferisce nella grande citt\u00e0 pi\u00f9 aumentano i valori immobiliari. I valori di questi immobili possono poi essere usati come garanzia per ottenere prestiti, secondo i dettami del sistema capitalistico.<\/p>\n<p>Le grandi citt\u00e0 sono quindi una necessit\u00e0 del sistema economico, e il <strong>potere<\/strong> e quindi il <strong>denaro<\/strong> l\u00ec accentrato \u00e8 un grande aspirapolvere che sottrae energia creativa e persone alla provincia.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 questa l&#8217;<strong>unica spiegazione<\/strong> possibile per l&#8217;<strong>unico mondo<\/strong> possibile ?<\/p>\n<p>Mettiamoci innanzitutto nei panni del cittadino che abita la metropoli. Egli afferma orgoglioso: &#8220;<strong>abito a New York City<\/strong>&#8220;. Ma cosa vede egli di NYC per la maggior parte della sua vita ? Vede il suo <strong>quartiere<\/strong>, un tratto di <strong>metropolitana<\/strong> e il <strong>quartiere<\/strong> dove lavora. I limiti della percezione e dell&#8217;esperienza umana fanno s\u00ec che non sia possibile nemmeno nell&#8217;arco della propria intera vita incontrare 10 milioni di persone. Non \u00e8 neppure possibile conoscere la citt\u00e0 stessa: per attraversarla a piedi ci vuole <strong>un giorno di marcia<\/strong>, e se uno si dedicasse a tempo pieno allo studio meticoloso del tessuto urbano, scoprirebbe che esso si modifica pi\u00f9 rapidamente di quanto egli lo possa inventariare.<br \/>\nAnche limitandosi alle <strong>attrazioni culturali<\/strong> che una sola di queste citt\u00e0 offre, superano di molto la ricettivit\u00e0 di una persona. Di fatto chi vive in una metropoli finisce per muoversi un uno spazio dove forse abitano 100000 suoi simili, riproponendo una dimensione urbana &#8220;umana&#8221; gi\u00e0 ampiamente sperimentata nella storia dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Quanto alle <strong>necessit\u00e0 produttive<\/strong>, nel diciannovesimo persino la siderurgia era localizzata nelle citt\u00e0: gli skyline di Londra e del bacino della Ruhr dell&#8217;epoca mostrano le ciminiere che spuntano in mezzo ai quartieri residenziali. Oggi questo non sarebbe accettabile per motivi ambientali, e le fonderie hanno traslocato fuori dalle citt\u00e0, avvicinandosi al mare. L&#8217;apice della fabbrica centralizzata si ha per\u00f2 con l&#8217;<strong>industria meccanica<\/strong>: con l&#8217;automobile nel ventesimo secolo. Lo stabilimento Ford di <a title=\"The River Rouge Plant su wikipedia inglese\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/River_Rouge_Plant\" target=\"_blank\">River Rouge presso Detroit<\/a>, nel 1930 occupava 100000 addetti. Lo stabilimento <a title=\"Volkswagenwerk Wolfsburg su wikipedia tedesca\" href=\" http:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Volkswagenwerk_Wolfsburg\" target=\"_blank\">Volkswagen Wolfsburg<\/a>, inaugurato da Hitler 75 anni fa, raggiunse la sua piena potenzialit\u00e0 sotto l&#8217;occupazione britannica dando lavoro a\u00a0 130000 persone (1967).<br \/>\nNegli ultimi trent&#8217;anni tuttavia il paradigma \u00e8 cambiato; l&#8217;<strong>automazione<\/strong> da una parte ha ridotto il numero di operai, la <strong>logistica<\/strong> dall&#8217;altra con i sistemi di <strong>lean production<\/strong>, dove i sottocomponenti giungono preassemblati, ha portato ad un polverizzarsi della fabbrica in tante unit\u00e0 produttive pi\u00f9 piccole.<br \/>\nLo stabilimento <a title=\"Stabilimento Fiat di Melfi su wikipedia\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stabilimento_Fiat_di_Melfi\" target=\"_blank\">FIAT Melfi<\/a> \u00e8 emblematico di questo modello, localizzato in un citt\u00e0 di meno di 20000 abitanti, dava lavoro in origine a 7000 addetti (1997). Anche Volkswagen che resta legata per motivi strutturali al modello accentrato ha pi\u00f9 che dimezzato il numero di addetti a Wolfsburg (erano 53500 nel 2011).<\/p>\n<p>Le nuove <strong>industrie leggere<\/strong> ad alta tecnologia, quelle elettroniche, sono altamente globalizzate: per certi tipi di componenti esistono tre soli stabilimenti al mondo! Un esempio di questo tipo di installazioni \u00e8 il <a title=\"AMD Saxony su wikipedia tedesca\" href=\" http:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/AMD_Saxony\" target=\"_blank\">sito di Globalfoundries Inc. a Dresda<\/a>, che d\u00e0 lavoro a meno di 3000 persone.<\/p>\n<p>Ma poi alla fine di cosa stiamo parlando ? Ma quale industria pesante o leggera, oggi l&#8217;industria non \u00e8 comunque pi\u00f9 il centro dell&#8217;economia, con la <strong>terziarizzazione<\/strong> sono i<strong> servizi<\/strong> il vero centro di produzione del valore.<br \/>\nSe l&#8217;industria automobilistica la associamo spesso alle metropoli (Torino, Detroit), se i potentati bancari e finanziari sono sempre associati ad una metropoli (Nomura: Tokio; HSBC: Honk-Kong, Shangai e Londra; citibank: New York City), non \u00e8 cos\u00ec per i nuovi colossi dei servizi:<\/p>\n<ul>\n<li>Google Inc. ha sede a Mountain View in California: 75000 abitanti<\/li>\n<li>Facebook Inc. ha sede a Menlo Park, California: 32000 abitanti<\/li>\n<li>Amazon.com Inc. ha sede a Seattle, stato dello Washington: 630000 abitanti<\/li>\n<li>Apple Inc. ha sede a Cupertino, California: 58000 abitanti<\/li>\n<li>Microsof Corp. ha sede a Redmond, stato dello Washington: 54000 abitanti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il fatto \u00e8 che sono i <strong>mezzi di trasporto e di comunicazione<\/strong> a definire l&#8217;equilibrio tra centro e periferia.<\/p>\n<p>Viaggiando su una diligenza a cavalli, in tre ore si percorrono 40 chilometri. Viaggiando un giorno e una notte a tappe forzate: duecento chilometri.<br \/>\nQuesta situazione, che \u00e8 rimasta invariata dal neolitico fino a tutta la rivoluzione industriale, isola il territorio in regioni e rende possibile l&#8217;esistenza di molti centri. Immaginate attorno ad ognuno di questi centri (citt\u00e0) un <strong>disco piatto<\/strong>, il cui raggio \u00e8 la distanza che le merci o le persone possono percorrere in qualche ora. Immaginate ognuna di queste citt\u00e0 come un organismo parassita delle campagne poste all&#8217;interno del suo disco; il raggio del disco determina il limite alla dimensione massima sostenibile per una citt\u00e0 (con l&#8217;eccezione delle capitali di imperi globali, che sono sempre esistiti: Roma, Londra &#8230;).<\/p>\n<p>L&#8217;evoluzione incrementale dei mezzi di trasporto, con l&#8217;introduzione del treno, del camion e dell&#8217;automobile, ha portato via via ad un accelerazione delle velocit\u00e0 e quindi inizialmente all&#8217;<strong>aumento del diametro<\/strong> di questi dischi. Questa fase corrisponde all&#8217;industrializzazione, e ha visto crescere alcuni di questi centri &#8220;locali&#8221; alla dimensione di centri &#8220;nazionali&#8221;. Col proseguire di quest&#8217;accelerazione, che raggiunge il punto di rottura con l&#8217;aereo, questi dischi ingrandendosi via via hanno cominciato ad <strong>intersecarsi<\/strong>, fino a <strong>sovrapporsi<\/strong> completamente: oggi se ci spostiamo volando possiamo sperimentare direttamente la natura sferica della terra !<\/p>\n<p>Questo andamento \u00e8 ancora pi\u00f9 drammatico per i mezzi di comunicazione, cio\u00e8 per il trasporto delle informazioni. Fino all&#8217;introduzione del <strong>telegrafo elettrico<\/strong> di Morse (1837) le informazioni viaggiavano alla stessa velocit\u00e0 del messaggero che le portava a cavallo, quindi mezzi di trasporto e di comunicazione avevano la stessa velocit\u00e0. Invece col telegrafo, e ancora di pi\u00f9 col telefono, la televisione satellitare e internet <strong>la terra diventa di fatto un punto<\/strong>: alla velocit\u00e0 della luce ci vogliono 6 centesimi di secondo per andare dall&#8217;altra parte del mondo !<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che tutti i punti su una sfera hanno la stessa importanza, quindi <strong>non pu\u00f2 pi\u00f9 esistere un centro<\/strong>, n\u00e9 locale n\u00e9 mondiale. Questo \u00e8 il motivo per cui Facebook Inc. pu\u00f2 tenere le fila di una ragnatela che ci imprigiona tutti quanti da una minuscola citt\u00e0 di provincia.<\/p>\n<p>Alla luce di queste osservazioni, possiamo tornare agli interrogativi iniziali con le idee ancora pi\u00f9 confuse.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questo <strong>mondo sferico<\/strong> o puntiforme, contraddittoriamente vede il trionfo delle <strong>metropoli<\/strong> di 10 milioni di abitanti ? I motivi sono due: il carattere <strong>irreversibile<\/strong> della migrazione dalle campagne e il <strong>marketing<\/strong>.<br \/>\nDopo la deflagrazione della grande industria, tipicamente l&#8217;antica citt\u00e0 industriale si spopola, ma l&#8217;entit\u00e0 di questo contro-esodo \u00e8 variabile, ad esempio Detroit passa da 1800000 abitanti nel 1950 a 700000 oggi, mentre Manchester che ha raggiunto il picco nel 1930 ha perso da allora solo il 10% della popolazione, e un destino simile potrebbe avvenire a Torino. Questi cittadini in fuga, non trovando un tessuto sociale e produttivo in grado di accoglierli nelle campagne, sono per\u00f2 destinati a spostarsi in citt\u00e0 pi\u00f9 piccole o magari in altre metropoli.<br \/>\nLa scelta della citt\u00e0 dove trasferirsi viene fatta su basi &#8220;emozionali&#8221;. Anche le citt\u00e0 sono brand con un valore. Alla costruzione di questi brand lavorano alacremente i potentati economici e finanziari, che invariabilmente hanno dei tentacoli nell&#8217;industria dei media. Si creano delle mitologie (la citt\u00e0 del cinema, la citt\u00e0 della moda, la citt\u00e0 della tecnologia) che vengono piazzate per mezzo di serie televisive, gossip, eventi costruiti a tavolino dai PR. Il 99% degli abitanti della citt\u00e0 della moda non avr\u00e0 nessuna interazione, interesse personale od economico per la moda, ma si sentir\u00e0 orgogliosa di vivere in una citt\u00e0 fashion.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non esiste un J.S.Bach ad Abbiategrasso e il nuovo rinascimento non \u00e8 gi\u00e0 iniziato a Catanzaro ? Il motivo \u00e8 che le persone che vivono ad Abbiategrasso passano la maggior parte del loro tempo a spostarsi da Abbiategrasso a Milano e ritorno, a telefonare con gli amici lontani, ad ascoltare musica creata a Seattle, a guardare miniserie televisive girate a Roma, pubblicit\u00e0 create a Londra e film girati ad Hollywood. Essi in realt\u00e0 non sono veramente presenti ad Abbiategrasso !<br \/>\nLipsia nel 1740 assicurava in confronto una deprivazione quasi completa di stimoli, e i notabili la domenica a messa si concedevano il lusso di ascoltare buona musica. La ascoltavano con molta attenzione. Probabilmente ad Abbiategrasso la gente non presta molto caso alla musica che si ascolta in chiesa o altrove.<\/p>\n<p>Sono quindi i mezzi di trasporto e di comunicazione che oltre a trasformare <strong>la terra in un punto<\/strong>, rendono <strong>insignificante<\/strong> qualsiasi punto sulla terra. <strong>Avvicinandoci<\/strong> alle persone lontane, ci <strong>allontanano<\/strong> da quelle vicine a noi. In un prossimo post vorrei ragionare ad alta voce sull&#8217;equilibrio tra centro e periferia nella rete di informazioni, e sull&#8217;impatto che tutte queste trasformazioni hanno sulle classi sociali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Johann Sebastian Bach all&#8217;apice della propria vita professionale visse a Lipsia, che in quegli anni contava trentamila abitanti: proprio come Abbiategrasso oggi. 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