{"id":1304,"date":"2013-12-06T19:07:21","date_gmt":"2013-12-06T18:07:21","guid":{"rendered":"https:\/\/calomelano.it\/?p=1304"},"modified":"2013-12-17T23:14:22","modified_gmt":"2013-12-17T22:14:22","slug":"dizionario-filosofico-disintermediazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/calomelano.it\/?p=1304","title":{"rendered":"Dizionario filosofico: Disintermediazione"},"content":{"rendered":"<p><a title=\"Disintermediazione di Wikipedia\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Disintermediazione\" target=\"_blank\">Disintermediazione<\/a> \u00e8 quando un bene o servizio va direttamente dal <strong>produttore<\/strong> al <strong>consumatore<\/strong>, saltando gli <strong>intermediari<\/strong>. L&#8217;esempio principe \u00e8 il commercio elettronico: se compro le scarpe su Zalando, il telefono su Ebay, la frutta dai Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) oppure ai \u200bmercati di Campagna Amica (farmer\u2019s markets), dove le piccole aziende agricole vendono i loro prodotti a km zero, tutto questo va a discapito dei canali di distribuzione e vendita tradizionali (distributori, negozi &#8230;.). Un altro esempio per i servizi: prenotando la vacanza sul sito di Expedia e basandosi sui commenti su Tripadvisor, si salta il tramite delle guide turistiche e delle agenzie di viaggi.<\/p>\n<p>Questo significato, legato alla catena del valore economico, \u00e8 <strong>recente<\/strong>: secondo lo Zingarelli di disintermediazione si \u00e8 cominciato a parlare solo <strong>intorno al 1980<\/strong>, e inizialmente in un ambito ristretto, in riferimento alla &#8220;riduzione dell&#8217;attivit\u00e0 intermediaria delle banche in seguito alla diminuzione dei depositi&#8221;.<\/p>\n<p>Osserviamo immediatamente che c&#8217;\u00e8 disintermediazione e disintermediazione: Zalando, Ebay, Expedia e Tripadvisor radono al suolo gli intermediari piccoli, e diventano <strong>monopolisti<\/strong> nel loro campo (&#8220;ne rester\u00e0 uno solo&#8221;). I GAS e i farmer\u2019s markets invece sono <strong>distribuiti<\/strong> sul territorio, e per definizione non sono soggetti ad un processo di <strong>concentrazione<\/strong> aziendale. Ecco che fa capolino il tema dell\u2019equilibrio tra <strong>centro<\/strong> e <strong>periferia<\/strong> !<\/p>\n<p>Ma la parola disintermediazione si presta ad essere usata in senso ancora pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1305\" aria-describedby=\"caption-attachment-1305\" style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/pieceoplastic\/5493583301\/in\/photolist-9ns3Vt\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1305  \" title=\"LOVE di Maurizio Cattelan\" alt=\"\" src=\"https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/5493583301_5523bbb72b_o_zoom.jpg\" width=\"900\" height=\"632\" srcset=\"https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/5493583301_5523bbb72b_o_zoom.jpg 900w, https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/5493583301_5523bbb72b_o_zoom-300x210.jpg 300w, https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/5493583301_5523bbb72b_o_zoom-90x63.jpg 90w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1305\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;opera di Maurizio Cattelan davanti alla sede di Borsa Italiana in Piazza Affari, 2010: foto &#8220;our pilgrimage to the middle-finger 2&#8221; by jan zuppinger<\/figcaption><\/figure>\n<p>In <strong>senso geografico<\/strong> disintermediare potrebbe voler dire &#8220;togliere quello che c&#8217;\u00e8 nel mezzo&#8221;. Ad esempio se vado da Milano Centrale a Roma Termini con l&#8217;Intercity 597 delle 15:05, ci metto sei ore e trequarti e mi fermo 16 volte, per la precisione a: Milano Rogoredo, Lodi, Piacenza, Fidenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna Centrale, Prato Centrale, Firenze Rifredi, Arezzo, Terontola-Cortona, Chiusi, Chianciano Terme, Orvieto e Orte. Se invece parto col Frecciarossa 9639 delle 15:00, arrivo diretto a Roma Termini senza fermate in meno di tre ore ! Quindi possiamo dire che col Frecciarossa disintermediamo e quindi <strong>togliamo dalla carta geografica<\/strong> tutto quello che c&#8217;\u00e8 tra Milano e Roma. Lasciando libert\u00e0 di azione alla tendenza polarizzatrice delle reti di ferroviarie ad alta velocit\u00e0 e delle reti di connessione aerea, avverr\u00e0 una <a title=\"vedi il post &quot;Non esiste il centro sulla superficie di una sfera&quot;,\" href=\"\/?p=1286\">perdita progressiva di importanza delle citt\u00e0 di provincia<\/a> &#8211; dove per citt\u00e0 di provincia si intenderanno prima i centri minori, poi man mano quelli regionali, poi nazionali per arrivare infine ad un mondo che \u00e8 tutto un&#8217;<strong>unica enorme periferia<\/strong> di New York o di Pechino. Siamo di nuovo nel modello &#8220;ne rester\u00e0 una sola (citt\u00e0)&#8221;.<\/p>\n<p>Nel campo dei <strong>media<\/strong> la disintermediazione \u00e8 in primo luogo rappresentata da <strong>Internet<\/strong>: infatti la rete delle reti permette lo scambio diretto di informazioni tra produttore e consumatore. Ad esempio per la posta elettronica, ciascuno di noi pu\u00f2 facilmente diventare il postino di s\u00e9 stesso, attivando un server SMTP su un elaboratore di sua propriet\u00e0 connesso alla rete. Le <strong>reti peer-to-peer<\/strong> sono un altro esempio di disintermediazione decentrata: tutti i nodi di queste reti sono uguali (peer = pari) e contribuiscono in piccola misura a fornire un sevizio che pu\u00f2 essere fruito da molti. Evidentemente questa possibilit\u00e0 fin dall&#8217;inizio \u00e8 stata vista da qualcuno come un rischio, quindi una certa <strong>asimmetria<\/strong> tra produttori e consumatori di informazione \u00e8 stata resa parte integrante dell&#8217;infrastruttura, con la rete <strong>ADSL<\/strong> dove la A significa appunto <strong>asimmetrico<\/strong>: la connessione \u00e8 migliore in una direzione (<strong>scaricare<\/strong>) che nell&#8217;altra (<strong>diffondere informazione<\/strong>). L&#8217;infrastruttura ADSL quindi \u00e8 nemica delle reti peer-to-peer, e incoraggia il consumo rispetto alla produzione di informazione, e per di pi\u00f9 il consumo da &#8220;siti&#8221; aziendali e non da &#8220;siti&#8221; operati da privati. Tra l&#8217;altro l&#8217;asimmetria esiste ancora oggi nelle connessioni basate su fibra ottica, nell&#8217;assenza di una credibile ragione tecnica. Ma la versione centralizzante della disintermediazione informatica inizia la sua vera marcia trionfale con il <strong>web 2.0<\/strong>, quando Internet diventa mainstream (circa anno 2000) e qualcuno comincia a mettersi in mezzo (Google, Facebook, Linkedin) obbligando tutti gli utenti a fruire di un certo servizio solo passando da un <strong>intermediario globale<\/strong>, che diventa inevitabilmente <strong>unico<\/strong> e <strong>monopolista<\/strong>. Il potenziale liberatorio di internet \u00e8 stato cos\u00ec deviato in due modi, da un lato si d\u00e0 la stura allo <a title=\"Si veda il post &quot;UGC (User Generated Contents). Prima parte&quot;\" href=\"\/?p=987\">user generated content<\/a> <a title=\"e anche il post &quot;UGC (User Generated Contents). La riscossa&quot;\" href=\"\/?p=1089\">di bassa gamma<\/a>, tritato e aggregato e rilanciato sui s\u00f2scial n\u00e8tuorc: informazione scadente e di nessun valore, <strong>puro assordante rumore<\/strong>. Dall&#8217;altro lato si radono al suolo i media convenzionali tra cui ve n&#8217;erano anche alcuni che puntavano sulla qualit\u00e0 e sulla discussione ragionata. Di questi ultimi ne resteranno a livello mondiale solo pochi (The Guardian, New York Times, Foreign Affairs &#8230;) in grado di potersi permettere inchieste, reportages, veri scoop: tutti gli altri comprano questi servizi gi\u00e0 fatti e sono destinati ad impoverirsi di professionalit\u00e0, riducendosi al livello di aggregatori &#8220;intelligenti&#8221; che rimestano e ripropongono il mare magnum di cui sopra. Per numero di strafalcioni e livello dell&#8217;informazione cominciano ad assomigliare ai peggiori blog con 25 lettori.<\/p>\n<p>A livello <strong>politico internazionale<\/strong> disintermediazione significa l&#8217;instaurazione dell&#8217;<strong>Impero perfetto<\/strong>, in grado di colpire chiunque e ovunque con i suoi droni, comandati dalla rete infallibile di satelliti, al di sotto dei quali vivacchia una pletora di protettorati, minuscole repubbliche di banane i cui &#8220;governi&#8221; non governano un bel niente.<\/p>\n<p>A livello <strong>politico interno<\/strong> disintermediazione pu\u00f2 voler dire <strong>democrazia diretta<\/strong> oppure <strong>populismo<\/strong>. Riconosciamo la disintermediazione decentrata nel modello svizzero, federale, con la democrazia diretta usata localmente. Riconosciamo la disintermediazione accentrante nel populismo, col cortocircuito mediatico tra il leader e i suoi elettori: il leader in persona \u00e8 l&#8217;unico intermediario rimasto !<\/p>\n<p>A questo punto mi fermo e rimando ad un post successivo la disamina di ulteriori significati della parola disintermediazione, la discussione delle eccezioni a questa tendenza che non \u00e8 affatto universale, e la conclusione (ma si potr\u00e0 mai concludere ?).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Disintermediazione \u00e8 quando un bene o servizio va direttamente dal produttore al consumatore, saltando gli intermediari. 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