{"id":2002,"date":"2018-11-12T00:04:07","date_gmt":"2018-11-11T23:04:07","guid":{"rendered":"https:\/\/calomelano.it\/?p=2002"},"modified":"2018-11-12T07:37:07","modified_gmt":"2018-11-12T06:37:07","slug":"stato-dellinformazione-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/calomelano.it\/?p=2002","title":{"rendered":"Stato dell&#8217;informazione in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Qual\u2019\u00e8 il <strong>fatturato<\/strong> dell\u2019informazione in Italia ?<br \/>\nCome si divide sui <strong>tre canali<\/strong>: carta, emittenti (TV e radio) e digitale ?<br \/>\n<strong>Chi paga ?<\/strong> contributi pubblici, pubblicit\u00e0 o i fruitori stessi tramite acquisti e abbonamenti ?<\/p>\n<p>Ecco il quadro d&#8217;insieme (valori in milioni di Euro per il 2017, fonti e ipotesi in calce):<\/p>\n<table>\n<tr>\n<th><\/th>\n<th><strong>TOTALE<\/strong><\/th>\n<th><strong>Pubblicit\u00e0<\/strong><\/th>\n<th><strong>Contributi pubblici<\/strong><\/th>\n<th><strong>Paganti<\/strong><\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Carta (editoria quotidiana e periodica) <\/td>\n<td><strong>4500<\/strong><\/td>\n<td>1000<\/td>\n<td>10<\/td>\n<td>3490<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Emittenti (TV e radio) <\/td>\n<td><strong>1800<\/strong><\/td>\n<td>900<\/td>\n<td>600<\/td>\n<td>300<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>&#8211;  RAI <\/td>\n<td><strong>900<\/strong><\/td>\n<td>300<\/td>\n<td>600<\/td>\n<td>0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>&#8211;  emittenti private <\/td>\n<td><strong>900<\/strong><\/td>\n<td>600<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>300<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Internet<\/td>\n<td><strong>850<\/strong><\/td>\n<td>630<\/td>\n<td>30<\/td>\n<td>190<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>&#8211;  gruppi editoriali cartacei <\/td>\n<td><strong>500<\/strong><\/td>\n<td>370<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>130<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>&#8211;  gruppi mediatici televisivi<\/td>\n<td><strong>100<\/strong><\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>30<\/td>\n<td>20<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>&#8211;  indipendenti e solo online <\/td>\n<td><strong>250<\/strong><\/td>\n<td>210<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>40<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>TOTALE <\/strong><\/td>\n<td><strong>7150<\/strong><\/td>\n<td><strong>2330<\/strong><\/td>\n<td><strong>640<\/strong><\/td>\n<td><strong>4180<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>Il totale complessivo di oltre 7 miliardi di Euro annui, ripartito sui fruitori, corrisponde a <strong>140 \u20ac\/anno a testa<\/strong>, di cui <strong>60<\/strong> \u20ac\/anno a testa sono <strong>&#8220;obbligatori&#8221;<\/strong> in quanto basati sulle tasse o sulla pubblicit\u00e0 (che vanno a finanziare una testata piuttosto che l&#8217;altra a seconda della politica, dell&#8217;auditel o dell&#8217;algoritmo). Solo <strong>80<\/strong> \u20ac\/anno a testa escono dalle nostre tasche per una <strong>decisione &#8220;libera&#8221;<\/strong>, e vanno a finanziare prevalentemente la carta (84%), quindi il digitale (9%) e infine le pay-tv (7%).<br \/>\nDecisione &#8220;libera&#8221; \u00e8 virgolettato perch\u00e9 con la carta si pu\u00f2 scegliere solo ci\u00f2 che viene distribuito, sono inaccessibili le testate locali di un altra regione e quelle estere. E nel canale cartaceo non c&#8217;\u00e8 la &#8220;coda lunga&#8221; !<br \/>\nVale sempre la <strong>legge di Trilussa<\/strong> quindi ci sono 9 che non spendono un Euro per informarsi, e uno che compensa spendendo <strong>16 Euro alla settimana<\/strong> (basta comprare un quotidiano al giorno e due periodici nell&#8217;arco della settimana).<\/p>\n<p>Il <strong>rapporto<\/strong> tra <strong>pubblicit\u00e0<\/strong> e <strong>altre forme di finanziamento<\/strong> (contributi pubblici, acquisti e abbonamenti) determina quanto una testata sar\u00e0 sotto pressione per produrre contenuti accattivanti e virali ovvero <strong>&#8220;infotainment&#8221;<\/strong> (qualcosa a met\u00e0 tra informazione e intrattenimento).<br \/>\nQuesto rapporto vale <strong>5:1<\/strong> per le testate digitali indipendenti, <strong>3:1<\/strong> per il canale digitale dei gruppi editoriali cartacei, <strong>2:1<\/strong> per le emittenti radiotelevisive private, <strong>0,5:1<\/strong> per la RAI e <strong>0,3:1<\/strong> per la carta.<br \/>\nQuesta scala si pu\u00f2 anche leggere al contrario, e ipotizzando che pi\u00f9 \u00e8 basso il rapporto, maggiore la <strong>qualit\u00e0<\/strong>, quindi la carta sarebbe meglio della RAI che \u00e8 meglio delle emittenti private che sono meglio della versione digitale delle testate tradizionali che sono meglio delle piccole testate digitali indipendenti (la teoria mi sembra prenderci abbastanza !).<\/p>\n<p>Guardando ai dati Nielsen sulla pubblicit\u00e0 in Italia nel 2017 riportati nel bilancio RAI, il giro d&#8217;affari di pubblicit\u00e0 complessivo \u00e8 di <strong>8,25 miliardi di Euro<\/strong>, di cui quasi 4 miliardi vanno a finanziare l&#8217;intrattenimento puro, 2 miliardi se li prendono i nuovi intermediari (&#8220;Social &#038; Search&#8221; ovvero gli Over-The-Top) e infine <strong>2,33 miliardi<\/strong> (28 %) \u00e8 la pubblicit\u00e0 che va a finanziare l&#8217;informazione prodotta dai giornalisti.<\/p>\n<p>E&#8217; possibile prevedere dove saremo tra 10 anni ? <a href=\"https:\/\/calomelano.it\/?p=603\">Scriveva @doctorsax quasi 10 anni<\/a> fa che &#8220;<em>i quotidiani continueranno ad esistere ancora per almeno qualche decina di anni<\/em>&#8220;. Saranno una o due decadi ?<\/p>\n<hr\/>\n<p>Sebbene esistano reports, analisi e bilanci aziendali pubblici, i dati sull&#8217;ecosistema dell&#8217;informazione sono lacunosi o si sovrappongono in modo imperfetto, bisogna ipotizzare, approssimare&#8230; il prezzo da pagare per avere un quadro d\u2019insieme.<\/p>\n<p>Fonti:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2017\/03\/27\/giornali-soldi-pubblici\/\">I fondi pubblici per l&#8217;editoria dopo la riforma Gentiloni del 2016<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.fieg.it\/upload\/studi_allegati\/RELAZIONE%20ALESSANDRO%20NOVA%20SUI%20DATI%20DELLA%20FILIERA%20DELLA%20CARTA%202017.pdf\">Relazione FIEG sulla filiera della carta<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.agcom.it\/osservatorio-sulle-testate-online-nazionali-e-locali1\">Report AGCOM sulle testate online<\/a><\/li>\n<li>Bilanci 2017 RAI, Mediaset e GEDI<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ipotesi:<\/p>\n<ul>\n<li>popolazione italiana ai fini della fruizione dell&#8217;informazione: 50 milioni di persone<\/li>\n<li>il 30% del fatturato RAI \u00e8 &#8220;informazione&#8221;, il resto \u00e8 entertainment (base: il 15% dei dipendenti RAI sono giornalisti)<\/li>\n<li>per le emittenti private la quota di fatturato &#8220;informazione&#8221; \u00e8 assunta pari al 20%<\/li>\n<li>gli editori cartacei fanno oggi il 10% del loro fatturato su canali digitali<\/li>\n<li>i gruppi mediatici televisivi fanno oggi il 5% del loro fatturato su canali digitali<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qual\u2019\u00e8 il fatturato dell\u2019informazione in Italia ? 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