{"id":2430,"date":"2022-12-01T01:59:30","date_gmt":"2022-12-01T00:59:30","guid":{"rendered":"https:\/\/calomelano.it\/?p=2430"},"modified":"2022-12-03T11:47:43","modified_gmt":"2022-12-03T10:47:43","slug":"la-crisi-di-twitter-e-il-fediverso-imprevisti-e-probabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/calomelano.it\/?p=2430","title":{"rendered":"La crisi di Twitter e il Fediverso: Imprevisti e Probabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>This article is <a href=\"https:\/\/calomelano.it\/?p=2436\">also available in English<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i social network di massa <strong>Twitter<\/strong> si distingue per la sua natura prevalentemente testuale e per ospitare utenti autorevoli come scienziati, giornalisti e opinion makers. Non offre solo mero intrattenimento o pettegolezzi come altri social, ma ti permette di sapere cosa succede nel mondo. In un certo senso sembra essere una vera e propria <strong>sfera pubblica <\/strong>virtuale e globale: il posto dove prende forma l\u2019opinione pubblica!<\/p>\n\n\n\n<p>O forse si dovrebbe dire che lo \u00e8 stato, visto che pi\u00f9 o meno da quando Twitter Inc. \u00e8 stata delistata dal NYSE (8 novembre 2022) l\u00ec dentro regna il <strong>caos<\/strong> e molti utenti sono disperati per quello che sta accadendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo motivo \u00e8 in corso una migrazione da Twitter ad un social network fino ad ora poco noto ai pi\u00f9: <strong>Mastodon<\/strong>. Anche se per ora i numeri sono esigui (si parla di 8 milioni di account contro 400 milioni di utenti di Twitter) e il fenomeno non \u00e8 nuovo (essendosi gi\u00e0 presentato a pi\u00f9 riprese in occasione di polemiche o incidenti di percorso vari di Twitter) questa volta \u00e8 diverso perch\u00e9 si affacciano su Mastodon anche alcuni di quegli utenti autorevoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Mastodon \u00e8 una cosa molto diversa da Twitter: innanzitutto \u00e8 <strong>open source<\/strong> e non nasce con un intento <strong>no-profit<\/strong>. Inoltre insieme ad altri strumenti simili fa parte del <strong>Fediverso<\/strong>, un insieme di piattaforme e software eterogenei operati da migliaia di server distinti, compatibili e interoperabili tra loro grazie al protocollo standard <strong>ActivityPub<\/strong>. Il modello \u00e8 <strong>distribuito<\/strong> e si distingue quindi dal social network tipico che abbiamo in mente, operato in modo <strong>centralizzato<\/strong> da un\u2019azienda. Nulla di nuovo in senso assoluto anche qui: gi\u00e0 conosciamo bene reti basate su protocolli standard dove molteplici fornitori offrono servizi interoperabili: basta pensare alla <strong>telefonia<\/strong> o all\u2019<strong>email<\/strong>. La novit\u00e0 \u00e8 riscoprire anche per i social network il valore di una cosa ovvia come poter cambiare provider senza perdere i contatti, che avevamo perso essendo saltati un po\u2019 troppo in fretta sul carro dei social.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque il Fediverso che fino a poco tempo fa era popolato da minoranze quali <strong>hacker, nerd, queer e anarchici<\/strong>, ora comincia ad essere frequentato da gente pi\u00f9 \u201c<strong>normale<\/strong>\u201d e questo se da un lato \u00e8 un bello spettacolo ed un vero \u201c<strong>momento internet<\/strong>\u201d di stupore per qualcosa che accade fuori dalla logica del profitto e per iniziativa davvero spontanea delle persone, apre una serie di domande, a cui vorrei provare a rispondere.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u00c8 una tecnologia solida e scalabile?<\/h2>\n\n\n\n<p>Il protocollo ActivityPub \u00e8 abbastanza <strong>recente<\/strong> (2018), e <strong>incompleto<\/strong> per alcune parti. Manca ad esempio un meccanismo di verifica dei server e di gestione di <strong>whitelist<\/strong> e\/o <strong>blacklist<\/strong> globali di server. Si veda ad esempio questo articolo piuttosto tecnico: <a href=\"https:\/\/blog.erinshepherd.net\/2022\/11\/a-better-moderation-system-is-possible-for-the-social-web\/\">https:\/\/blog.erinshepherd.net\/2022\/11\/a-better-moderation-system-is-possible-for-the-social-web\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Non sappiamo davvero cosa succeder\u00e0 se gli utenti dovessero aumentare di 1 o 2 ordini di grandezza. I <strong>costi<\/strong> di interconnessione potrebbero aumentare. Si pu\u00f2 immaginare che un sistema di server distribuito sia <strong>meno efficiente<\/strong> (in termini energetici, di banda di rete utilizzata, di risorse computazionali, di storage \u2026) di un sistema centralizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il software pi\u00f9 stabile e diffuso tra quelli compatibili con il protocollo ActivityPub, <strong>Mastodon<\/strong>, \u00e8 opera quasi esclusiva del suo creatore <strong>Eugen Rochko<\/strong>. Bench\u00e9 sia open source, guardando certi parametri (assenza quasi completa di documentazione per gli sviluppatori, basso numero di contributori, numero e et\u00e0 di issues e pull requests, e numero di fork attivi) ha tutta l\u2019aria di essere un progetto nei fatti <strong>poco aperto<\/strong>. Il 29enne creatore deve forse ancora uscire dal mindset del programmatore puro e ritagliarsi un ruolo di architetto e stratega del progetto, aprendolo a nuovi contributori. Nel frattempo molte richieste di nuove funzionalit\u00e0 sono in stallo e non \u00e8 chiaro quando verranno e da chi verranno gestite: <a href=\"https:\/\/github.com\/mastodon\/mastodon\/issues?q=is%3Aissue+is%3Aopen+sort%3Acomments-desc\">https:\/\/github.com\/mastodon\/mastodon\/issues?q=is%3Aissue+is%3Aopen+sort%3Acomments-desc<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u00c8 sicuro? Quali sono i rischi?<\/h2>\n\n\n\n<p>Quando si pensa alla sicurezza di un social network, ci sono vari livelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo e pi\u00f9 importante \u00e8 la <strong>sicurezza fisica<\/strong>, perch\u00e9 sappiamo che in passato i social sono stati usati per pianificare e commettere crimini e atti terroristici, per perseguitare gente prima a parole e poi anche nei fatti. Il mondo \u00e8 pieno di stronzi e di pazzi, e alcuni saranno (o gi\u00e0 sono) attirati dal Fediverso. Per avere un idea di questo tipo di rischi e delle tecniche per difendersene, trovo istruttiva questa testimonianza che ci arriva dall\u2019interno dell\u2019industria stessa dei social network: <a href=\"https:\/\/nitter.net\/rahaeli\/status\/1594724708309553152\">https:\/\/nitter.net\/rahaeli\/status\/1594724708309553152<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Al secondo posto ci sono i <strong>reati<\/strong> che si possono commettere <strong>digitalmente<\/strong> attraverso il social stesso: istigazione a delinquere, calunnia, violazione del copyright, diffusione di materiale pedo-pornografico, apologia del fascismo (in Italia) etc. Qui naturalmente conta dove e da chi viene commesso il reato: legislazioni diverse possono permettere o vietare cose diverse. Il rischio maggiore in questo caso se lo prende il gestore del server, che \u00e8 legalmente responsabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo, di criticit\u00e0 un po\u2019 minore, riguarda il <strong>linguaggio sicuro<\/strong>, nel senso di non esporre alcune categorie di individui a linguaggio a loro sgradito: i fedeli non vorrebbero vedere blasfemie, i woke odiano i discorsi bigotti, per i monarchici il re \u00e8 sacro, i trans non sopportano le tirate sul sesso biologico, i vegetariani preferirebbero fare a meno di vedere il video della sagra della salsiccia, certe femministe non sopportano il porno mentre altre supportano i sex workers etc. La <strong>molteplicit\u00e0<\/strong> delle <strong>convinzioni umane<\/strong> \u00e8 talmente varia che non \u00e8 possibile nemmeno immaginare tutte le possibili incompatibilit\u00e0 che si potrebbero creare. Alcune fanno sorridere, altre sono pi\u00f9 serie, altre ancora serissime, anche se si rimane sempre nell\u2019ambito dei comportamenti legali.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra questi primi tre livelli di sicurezza, fino ad ora nel Fediverso ci si \u00e8 occupati ampiamente solo del terzo. Prima di tutto esiste il meccanismo del <strong>CW (Content Warning)<\/strong> che si pu\u00f2 usare su base volontaria per segnalare un contenuto potenzialmente sgradito a un certo gruppo; trattandosi di una norma sociale (una forma di netiquette) viene interpretata in modo molto vario e non uniforme. In secondo luogo grazie alla sua natura decentrata, ogni server pu\u00f2 scrivere una sua <strong>policy<\/strong> per gestire la sicurezza del linguaggio, e poi definire un team autogestito di <strong>moderatori volontari<\/strong> che le mettono in atto. Il meccanismo di difesa \u00e8 bloccare ovvero bannare i singoli utenti oppure interi server. Questo richiede che la blacklist venga propagata manualmente a ogni server, cosa che \u00e8 stata applicata con successo a server problematici come Gab.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli \u201caltri\u201d social dispongono invece di team (molto meno numerosi) <strong>moderatori professionali<\/strong> (sotto-)pagati e assistiti da algoritmi che prefiltrano le immagini alla ricerca di svastiche e capezzoli. Che bench\u00e9 sia cosa criticabile e ampiamente criticata funziona tutto sommato decentemente, e fa s\u00ec che mamme e bambini possano usarli senza troppa paura. E ha reso possibile il <strong>Black Twitter<\/strong>: una sotto-comunit\u00e0 di utenti USA di colore che hanno potuto intessere relazioni tra loro senza essere molestati \/ minacciati da nessuno (o da pochi). Con l\u2019afflusso di nuovi utenti invece ci si \u00e8 resi conto che fino ad ora Mastodon \u00e8 stato di fatto poco ospitale per i neri (si veda l\u2019ottimo articolo <a href=\"https:\/\/techpolicy.press\/the-whiteness-of-mastodon\/\">https:\/\/techpolicy.press\/the-whiteness-of-mastodon\/<\/a>), cosa che io attribuirei alla prevalenza di una <strong>cultura mista<\/strong> un po\u2019 <strong>liberale<\/strong> o <strong>liberista<\/strong> per ascendenza <strong>hacker<\/strong>, e <strong>anti-sbirri<\/strong> (ACAB!) per ascendenza <strong>anarchica<\/strong>, che in generale ha voluto dar meno rilievo possibile al fatto che se esiste una <em>policy<\/em> deve esistere una <em>police<\/em> che la applica. Un altro portato di questa cultura liberal-anarchica \u00e8 che viene tenuto in molto conto il diritto all\u2019<strong>anonimato in rete<\/strong> e la libert\u00e0 di usare <strong>pseudonimi<\/strong> etc. che se da un lato pu\u00f2 proteggere i deboli, pu\u00f2 per\u00f2 anche proteggere o incoraggiare gli aggressori.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo per proteggere davvero le minoranze servono tanti \u201c<strong>poliziotti<\/strong>\u201d (cio\u00e8 i appunto i moderatori), ed \u00e8 necessario su richiesta dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria poter <strong>identificare<\/strong> facilmente gli utenti per poterli perseguire (io cmq sono contro la real-name policy).<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso quello che non \u00e8 ancora stato fatto davvero \u00e8 mettere alla prova questo sistema di moderazione distribuita contro <strong>attacchi massivi e\/o coordinati<\/strong>, di livello 1 e 2. Fino ad ora non \u00e8 successo per i numeri piccoli e la relativa omogeneit\u00e0 degli utenti, ma con l\u2019afflusso in atto le cose potrebbero spesso cambiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimane per ultimo ma non meno importante il livello di sicurezza dal punto di vista degli <strong>effetti collaterali<\/strong>. Mi riferisco alla (debole ma non trascurabile) <strong>dipendenza<\/strong> che creano i social: dipendenza dal feedback dopaminico, self-branding, fear of missing out etc. Queste caratteristiche sono state e vengono ampiamente usate dai social \u201ccommerciali\u201d per mantenere gli utenti pi\u00f9 a lungo possibile dentro al tritacarne. Questo \u00e8 un ambito dove il Fediverso pu\u00f2 offrire dei reali vantaggi. Generalmente le caratteristiche pi\u00f9 <strong>gamificate<\/strong> e <strong>perverse<\/strong> sono assenti, e certi server possono ridurle ulteriormente modificando alcune impostazioni (come ad esempio nascondendo o cappando i conteggi dei followers).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Fediverso ci protegge dalla raccolta indiscriminata di dati e dalla profilazione?<\/h2>\n\n\n\n<p>Come per molte cose tecniche, al momento per ora non lo sappiamo per certo. ActivityPub \u00e8 un <strong>protocollo aperto<\/strong>, ancora pi\u00f9 aperto dell\u2019email, nel senso che \u00e8 <strong>tutto pubblico<\/strong>, tranne i post (o tweet o toot, chiamateli come volete) che vengono impostati a <strong>visibilit\u00e0 ridotta<\/strong> (unlisted, follower-only e messaggi diretti) che sono comunque visibili ai destinatari e agli amministratori dei server coinvolti. Tecnicamente \u00e8 possibile (ma non cos\u00ec comodo) per un terzo attore leggere (<strong>crawling<\/strong>) tutto ci\u00f2 che \u00e8 \u201clisted\u201d da tutti i server del Fediverso, archiviarlo e applicarci il <strong>data mining<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse qualcuno lo sta gi\u00e0 facendo!<\/p>\n\n\n\n<p>Il crawling \u00e8 appunto il modo in cui i motori di ricerca hanno saccheggiato il world wide web (WWW) originariamente distribuito, accentrando i dati semantici di tutte le pagine di tutti i siti esistenti, creando un potere enorme.<\/p>\n\n\n\n<p>La differenza tra il WWW e il Fediverso sta nel fattore tempo, nel senso che le pagine web cambiano <strong>poco frequentemente<\/strong> (una volta all\u2019anno il sito di un negozio aggiorna gli orari, una volta al mese un utente pubblica un articolo sul blog) invece il social network \u00e8 uno spazio di transazioni e <strong>cambi di trend rapidi<\/strong> (minuti oppure ore al massimo). Rilevare i trend in tempo reale non \u00e8 possibile col mero crawling: occorre essere notificati. A ci\u00f2 pu\u00f2 provvedere appunto il protocollo ActivityPub \u2026 ecco perch\u00e9 questo punto \u00e8 collegato al prossimo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rimarr\u00e0 un mondo estraneo alle logiche della concentrazione, dell\u2019estrazione del profitto e del marketing?<\/h2>\n\n\n\n<p>Anche se ActivityPub, il Fediverso e Mastodon sono stati creati senza <strong>scopo di lucro<\/strong>, ci\u00f2 non impedisce che qualcuno possa usarli a tale scopo. La stessa Internet ha seguito questa traiettoria!<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 si rumoreggia di colossi del calibro di <strong>Flickr<\/strong> e <strong>Tumblr<\/strong> (che sono social network commerciali special purpose un po\u2019 di nicchia) che potrebbero diventare interoperabili col Fediverso, diventando di colpo i server pi\u00f9 \u201c<strong>popolosi<\/strong>\u201d e quindi <strong>dominanti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In uno degli scenari a mio parere pi\u00f9 ottimistici, la crisi di Twitter potrebbe portare ad un&#8217;<strong>emorragia<\/strong> del 20% di utenti verso il Fediverso, prima che Twitter stesso decida di aprirsi al protocollo ActivityPub. Col che si convergerebbe ad una situazione simile a quella dell\u2019email, dove i principali provider (gmail, outlook e yahoo) ospitano il 90% degli utenti \u2026 e quindi leggono il 99% dei messaggi che transitano nella rete.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a questi scenari, ritornando al tema del punto precedente (se il Fediverso ci protegge dalla raccolta indiscriminata di dati e dalla profilazione), arrivati a questo punto possiamo rispondere: non \u00e8 affatto certo!<\/p>\n\n\n\n<p>Se si dovesse verificare una concentrazione importante, per la natura stessa del protocollo ActivityPub, i server pi\u00f9 piccoli invieranno ognuno il loro stream di eventi ai server pi\u00f9 grossi, che non dovranno fare altro che riassemblarli per ottenere qualcosa di molto simile al <strong>Twitter firehose<\/strong> (cio\u00e8 l\u2019aggregato di tutti i tweet di tutti gli utent), senza neanche dover fare il crawling. Cos\u00ec il data mining ridiventa possibile a larga scala.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi scenari in realt\u00e0 sono impliciti nella natura stessa di un <strong>protocollo aperto<\/strong>. Protocollo aperto, <strong>societ\u00e0 aperta<\/strong>, <strong>libero mercato<\/strong> appartengono alla stessa sfera semantica e alla stessa matrice ideologica. Si potrebbe dire che il destino era segnato fin dall\u2019inizio. Non vi \u00e8 nulla nella <strong>matrice tecnologica<\/strong> del Fediverso che ci protegga dalla concentrazione e quindi dall\u2019accumulazione di dati e di potere, anzi esse sono gi\u00e0 presenti implicitamente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pu\u00f2 davvero diventare una nuova sfera pubblica virtuale e globale?<\/h2>\n\n\n\n<p>Lascio per ultima la domanda che mi sta pi\u00f9 a cuore. Io vorrei rispondere di <strong>s\u00ec<\/strong>, anche in contraddizione con molto di quello che ho scritto qua sopra.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo infatti che uno spazio <strong>pubblico<\/strong> dove si svolgono conversazioni globali che danno forma all&#8217;<strong>opinione pubblica<\/strong> \u00e8 un <strong>bene pubblico<\/strong> e non pu\u00f2 essere <strong>privato<\/strong>. E neanche pubblico nel senso di statale. Deve avere una natura intermedia, <strong>pluralistica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto consiglio la visione di questo video purtroppo in lingua Germanica (34\u201924\u201d) presentato due anni fa al Remote Chaos Experience (RC3) dal titolo \u201c<em>Die rosarote Brille des Fediverse<\/em>\u201d traducibile a fatica come \u201c<em>Il mondo visto attraverso la lente fiabesca del Fediverso<\/em>\u201d <a href=\"https:\/\/media.ccc.de\/v\/rc3-857362-die_rosarote_brille_des_fediverse\">https:\/\/media.ccc.de\/v\/rc3-857362-die_rosarote_brille_des_fediverse<\/a> dove <strong>Erwin Ernst Steinhammer<\/strong> analizza il fenomeno con la lente delle scienze sociali, per capire se il Fediverso possa essere una <strong>pluralistische \u00d6ffentlichkeit<\/strong> (pluralistic public sphere, <strong>sfera pubblica pluralista<\/strong>) cio\u00e8 un punto di incontro per la societ\u00e0 ma:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>&#8220;dove non si deve trovare per forza un compromesso su ogni questione, dove la diversit\u00e0 di opinioni e la libert\u00e0 creativa sono accettate, e che soprattutto rifiuta l&#8217;idea che esista un compromesso razionale ideale per tutti&#8221;<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>La sua risposta all\u2019epoca era in generale positiva, perch\u00e9 vi si trovavano comunit\u00e0 eterogenee ma si mantenevano in collegamento, orgogliose della loro Algorithmic Souveranity, e moderate da volontari provenienti dallo stesso gruppo degli utenti, con un <strong>rapporto ottimale moderatori \/ utenti<\/strong> di circa <strong>1:750<\/strong>. Attenzione per\u00f2 ai <strong>blocchi collettivi<\/strong> che possono nuocere al pluralismo!<\/p>\n\n\n\n<p>A distanza di due anni e con quello che sta succedendo questa struttura e queste condizioni che Erwin descriveva forse non valgono gi\u00e0 pi\u00f9, certamente non valgono per i server maggiori (<strong>mastodon.social<\/strong>, <strong>mastodon.uno<\/strong> etc.). E a maggior ragione come possiamo pensare di mantenerle a fronte di un ulteriore espansione quale ci possiamo attendere se il Fediverso diventa mainstream, e di un reale e quasi certo rischio di centralizzazione?<\/p>\n\n\n\n<p>Queste <strong>domande<\/strong> le lascio <strong>aperte<\/strong>: la risposta se vogliamo la dobbiamo trovare <strong>insieme<\/strong> perch\u00e9 la storia non \u00e8 ancora stata scritta. Soprattutto la faccenda non deve essere lasciata in mano a noi <strong>tecnologi<\/strong>, che non abbiamo gli <strong>strumenti culturali<\/strong> per capire e controllare i problemi-chiave che sono di natura <strong>sociale e comunicativa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Io auspico una <strong>nuova alleanza<\/strong> tra persone (non pi\u00f9 utenti o clienti) che usano, e altre persone (non pi\u00f9 nerd) che sviluppano e gestiscono piattaforme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>This article is also available in English. Tra i social network di massa Twitter si distingue per la sua natura prevalentemente testuale e per ospitare utenti autorevoli come scienziati, giornalisti e opinion makers. Non offre solo mero intrattenimento o pettegolezzi come altri social, ma ti permette di sapere cosa succede nel mondo. 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