{"id":884,"date":"2010-09-30T20:36:32","date_gmt":"2010-09-30T18:36:32","guid":{"rendered":"https:\/\/calomelano.it\/wp\/?p=884"},"modified":"2010-09-30T20:36:32","modified_gmt":"2010-09-30T18:36:32","slug":"slow-learning","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/calomelano.it\/?p=884","title":{"rendered":"SLOW LEARNING"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; certo che ordinare richiede pazienza, molta pazienza.<\/p>\n<p>Poi la smetto con &#8216;sta storia dell&#8217;ordine, mi preme dire ancora questo,  ovvio ma non altrettanto presente alle nostre coscienze, che non si pu\u00f2  ordinare bene in modo veloce, \u00e8 un lavoro lungo, che vuole attenzione,  calma, tempo&#8230;pazienza infinita, umilt\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>Come \u00e8 lungo, lento, ordinare la mente, le menti.<\/p>\n<p>Tra le cose migliori del Diario di Muzzano di cui parlavo <a href=\"https:\/\/calomelano.it\/wp\/?p=867\">nel post  &#8220;ORDINA&#8230;menti&#8221;<\/a> c&#8217;\u00e8 proprio l&#8217;elogio  della lentezza.<\/p>\n<p>Durante il suo viaggio pedagogico in Italia la maestra visita la scuola  Umanitaria a Milano, retta col metodo Montessori, e si ferma a  contemplare ammirata:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/mbo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/calomelano.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/mbo.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"318\" class=\"alignleft size-full wp-image-886\" \/><\/a>&#8220;I ragazzi disegnavano. Avevano avvicinati i tavolini a loro piacere e  disegnavano in calma, in quiete. Parlavano, disegnavano, ma la loro voce  era dolce e garbata: si muovevano, si alzavano, andavano in giro; eppure  nessun disordine era nei loro movimenti e nel loro parlare; e il lavoro  proseguiva.<\/p>\n<p>Improvvisamente pensai: &#8211; Ecco la vera scuola: i ragazzi amano fare i  loro lavori con lentezza, in pace: c&#8217;\u00e8 in loro qualche cosa che ripugna  alla fretta, alla voce aspra che rimprovera, all&#8217;incessante stimolo. I  ragazzi amano le facce sorridenti, i discorsi calmi&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Chi abbia una qualche esperienza delle aule di oggi, rumorose,  scomposte, vocianti, di quel clima dispersivo e sovreccitato che solo  con sforzi inumani &#8211; altro che &#8221; voce aspra&#8221; &#8211; riesci a placare, rendere  praticabile ( si ha paura, letteralmente, oggi, a far avvicinare i  tavol&#8230;, pardon, i banchi, anche solo spostare una sedia, ai ragazzi,  non \u00e8 immaginabile la devastazione ambientale, acustica, che ne pu\u00f2  derivare), potr\u00e0 compenetrarsi nello struggimento che si prova a leggere  quelle primonovecentesche righe.<\/p>\n<p>Nostalgia di un&#8217;Arcadia, vagheggiamento di un&#8217; Utopia? Quella  meravigliosa lentezza, oggi, un lusso, peggio, uno spreco?<\/p>\n<p>L&#8217;abbiamo dimenticata noi insegnanti, l&#8217;abbiamo soppiantata con una  velocit\u00e0 che \u00e8 fretta, anzi frettolosit\u00e0, frenesia&#8230; cos\u00ec come nei  ragazzi elogiamo spesso una prontezza, la chiamiamo &#8216;vivacit\u00e0&#8217;, che \u00e8  alla fine superficialit\u00e0, impazienza, incapacit\u00e0 di fermarsi,  soffermarsi quando non sia gesto di autoaffermazione sguaiata, violenta,  ferina.<\/p>\n<p>E poi inseguiamo programmi, performances, traguardi, esami, test&#8230;senza  sapere bene a chi giovi, a che serva.<\/p>\n<p>C&#8217; \u00e8 violenza e aggressivit\u00e0, in noi e in loro&#8230;competitivit\u00e0 vacua,  bruta, insipiente, altro che &#8216;collaborazione&#8217;, convivenza operosa&#8230;sar\u00e0  che si \u00e8 posato su di noi quello spirito biecamente aziendale cui ci  invitano, demagogicamente e sciaguratamente cavalcando umori e malumori,  facili e falsi miti di efficienza, modernizzazione e produttivit\u00e0, i  furboni al potere?<\/p>\n<p>Spesso sembra che vogliamo, noi e loro, anzich\u00e9 appropriarcene, far  fuori delle cose, aggredirle per consumarle subito e sostituirle con  altre&#8230; alla fine disfarcene, perch\u00e9 alla fine &#8220;non ce ne frega niente&#8221;.<\/p>\n<p>Noi incalziamo i ragazzi e i ragazzi ci incalzano, si stancano presto di  tutto, chiedono sempre altro, vogliono essere esauditi nelle loro  curiosit\u00e0, che sono tali, non veri interessi&#8230;dobbiamo intrattenerli,  vogliono essere intrattenuti, gi\u00e0, questo siamo ormai, intrattenitori,  altro che educatori.<\/p>\n<p>La Boschetti Alberti , che individua nell&#8217; &#8220;incessante stimolo&#8221; qualcosa  di deleterio, ancor pi\u00f9 che inutile,ci aveva visto, pre-visto,  benissimo: &#8220;Io, che conoscevo l&#8217;interesse vero venire dall&#8217;interno delle  anime, speciale ad ogni bambino, capivo che quella che io giungevo a  suscitare era curiosit\u00e0, non interesse; capivo che la mia perenne fatica  somigliava a quella del ciarlatano che deve sempre cambiare di giuoco.&#8221;<\/p>\n<p>E cos\u00ec cambia rotta, prende la sua strada, quella che ritiene giusta  &#8220;per il bene della scuola&#8221; e si mette per prima cosa a far &#8220;lezioni di  silenzio&#8221; ed &#8220;esercizi di grazia&#8221;per abituare gli alunni a far movimenti  silenziosi e gentili, e creare &#8212; richiamando l&#8221;ambiente silenzioso&#8217;  del metodo Montessori &#8212; un ambiente favorevole alla libert\u00e0  dell&#8217;individuo, un ordine come condizione sociale al libero espletamento  della individualit\u00e0 e degli interessi veri:<\/p>\n<p>&#8220;Ebbene, ora il programma era: ordine e libert\u00e0; la libert\u00e0 che \u00e8  rispetto ai diritti dell&#8217;individuo, e l&#8217;ordine che \u00e8 rispetto ai diritti  della comunit\u00e0.&#8221; .<\/p>\n<p>E cos\u00ec, pi\u00f9 tardi, un lontano 20 ottobre (1919) potr\u00e0 scrivere:<\/p>\n<p>&#8221; &#8230;(i miei piccoli scolari) mi precedono verso la scuola, il loro  volto non dimostra il bench\u00e9 minimo senso di noia (&#8230;) Montano i loro  tavolini, scelgono il materiale per la loro lezione, e riprendono il  lavoro dove l&#8217;avevano lasciato, con l&#8217;aria tranquilla e assorta. Un&#8217;aria  di libert\u00e0, di benessere, di responsabilit\u00e0 regna nella classe. Il  principio di autorit\u00e0 non si sente affatto gravare nella piccola  repubblica infantile, armoniosa e felice (&#8230;) &#8221;<\/p>\n<p>Infischiandosene, pur con momenti di angoscia e cedimento, di programmi  governativi, di ispettori perplessi, di insuccessi finali&#8230;ma perch\u00e9 la  misurazione era fallace&#8230;come accade oggi&#8230;non si misura che il nulla,  il finto&#8230;ma li avete mai visti i test INVALSI? Ma avete mai seguito un  esame di stato? Niente altro che mortificanti operazioni di finzione,  approssimazione, inutilit\u00e0 e , davvero, &#8216;spreco&#8217;, di carta, energia,  tempo&#8230;<\/p>\n<p>Ma lei era una grande, sapeva rischiare, andar contro gli schemi, le  imposizioni, le inerzie, l&#8217;ottusit\u00e0 o la fallacia del sistema.<\/p>\n<p>L&#8217;avessero, l&#8217;avessimo, ascoltata un po&#8217; di pi\u00f9 non avremmo forse  allevato questa nuova barbarie tecnologicizzata e arrogante e  soprattutto profondamente inetta rispetto al vero sapere e operare.<\/p>\n<p>Io poi, con tutti i miei furori e propositi, non mi ribello alle stupide  (quando non scorrette, nell&#8217;impostazione, sul piano logico e delle  nozioni) prove INVALSI, mi adeguo agli esami demenziali della scuola  italiana, non protesto, seguo programmi assurdi e datati solo  apparentemente adeguati ai tempi e ai bisogni&#8230;<\/p>\n<p>Tra l&#8217;altro, non ce l&#8217;ho fatta, non ho voluto correre il rischio, gli  armadietti me li sono ordinati da sola, non l&#8217;ho fatto fare agli  studenti&#8230; che sia servito almeno a ordinare un po&#8217; di pi\u00f9 la mia  mente, per loro ho mancato un&#8217;altra buona occasione&#8230; non ho davvero la  tempra di una Boschetti Alberti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; certo che ordinare richiede pazienza, molta pazienza. Poi la smetto con &#8216;sta storia dell&#8217;ordine, mi preme dire ancora questo, ovvio ma non altrettanto presente alle nostre coscienze, che non si pu\u00f2 ordinare bene in modo veloce, \u00e8 un lavoro lungo, che vuole attenzione, calma, tempo&#8230;pazienza infinita, umilt\u00e0&#8230; Come \u00e8 lungo, lento, ordinare la mente, [&#8230;]<\/p>\n<p><a class=\"btn btn-secondary understrap-read-more-link\" href=\"https:\/\/calomelano.it\/?p=884\">Leggi tutto&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/884"}],"collection":[{"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=884"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/884\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/calomelano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}