{"id":933,"date":"2010-12-14T13:05:21","date_gmt":"2010-12-14T13:05:21","guid":{"rendered":"https:\/\/calomelano.it\/?p=933"},"modified":"2010-12-14T13:05:21","modified_gmt":"2010-12-14T13:05:21","slug":"mainstream","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/calomelano.it\/?p=933","title":{"rendered":"Mainstream"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\">\u201cMusic hall, not poetry, is the criticism of life\u201d (James Joyce)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cMainstream\u201d significa letteralmente corrente principale; nell\u2019uso comune \u00e8 la corrente dominante in uno specifico campo culturale: il jazz, la letteratura, il cinema.<\/p>\n<p>Fr\u00e9d\u00e9ric Martel ne ha fatto il titolo di un suo libro, in cui ha messo su pdf e su carta cinque anni di inchiesta sul campo \u201csur cette culture qui pla\u00eet \u00e0 tout le monde\u201d, come recita il sottotitolo. Mainstream \u00e8 dunque, nell\u2019accezione dell\u2019autore, la cultura di massa, pi\u00f9 bassa che alta, e la sua inchiesta, condotta con rigore e senza scetticismo elitario in 30 paesi del mondo, ci conduce attraverso la \u201cgeopolitica dei contenuti\u201d, lo scontro di civilt\u00e0 che si combatte a suon di film, serie televisive, musica, videogiochi.<\/p>\n<p>Il libro non pu\u00f2 che partire dall\u2019analisi della cultura di massa americana e delle sue \u201cindustrie creative\u201d, le major cinematografiche e musicali; in seguito l\u2019autore allarga l\u2019orizzonte ai paesi emergenti, al mondo arabo, al sud-est asiatico, al Sudamerica, per verificare quanto la cultura di massa di queste aree sia originale e quanto influenzata dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Sullo sfondo ci sono due chiavi di lettura, la prima pi\u00f9 esplicita, la seconda pi\u00f9 nascosta. La prima (che \u00e8 chiarita nel Prologo al testo) ci dice che la cultura di massa non \u00e8 solo una questione di business. Per uno Stato o una comunit\u00e0, imporre i propri prodotti culturali significa anche esportare i propri valori, come molti intervistati confermano; significa altres\u00ec esercitare un \u201csoft power\u201d, che nel mondo contemporaneo \u00e8 probabilmente pi\u00f9 efficace del potere delle armi, per estendere la propria influenza. Come del resto gli Stati Uniti hanno saputo fare dal dopoguerra ad oggi.<\/p>\n<p>La seconda chiave di lettura si pu\u00f2 cogliere tra le righe, nel tono in cui Martel tratta la cultura bassa e nell\u2019importanza che le annette. Il modo migliore per capire il mondo \u00e8 proprio quello di analizzare i prodotti dell\u2019intrattenimento globalizzato di massa: film di cassetta, successi e star della musica pop, serie televisive a diffusione mondiale, videogiochi. Aggiungerei: la pubblicit\u00e0, i cibi globalizzati, i prodotti tecnologici; e ancora, le forme, i temi e gli arredi urbani. Il libro non tratta di questi ultimi, limitandosi appunto all\u2019\u201dentertainment\u201d, al modo in cui gli uomini delle societ\u00e0 globalizzate spendono il proprio tempo libero.<\/p>\n<p>Limitandosi \u00e8 un termine improprio poich\u00e9 il testo occupa oltre 450 pagine, corredate da un glossario; l\u2019autore rimanda al proprio sito (<a href=\"http:\/\/www.fredericmartel.com\/\">http:\/\/www.fredericmartel.com\/<\/a>) per diverso materiale aggiuntivo, tra cui la bibliografia, le note a pi\u00e8 di pagina, l\u2019elenco delle persone intervistate, e alcune statistiche sul consumo di musica (interessantissimo!), cinema e serie televisive.\u00a0<\/p>\n<p>In questa messe di informazioni bisogna malinconicamente ammettere la marginalit\u00e0 dell\u2019Italia: pochissime persone intervistate, quasi tutte in relazione a Cinecitt\u00e0; nessuna \u201cindustria creativa\u201d italiana che compaia nell\u2019indice dei media e delle societ\u00e0.<\/p>\n<p>Ci potremmo consolare considerando che, se una simile inchiesta fosse stata realizzata nel XVI o XVII secolo, l\u2019Italia avrebbe avuto il ruolo di principale protagonista. E comunque, niente passatismi: oggi noi italiani produciamo il \u201creality\u201d comico pi\u00f9 divertente del mondo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMusic hall, not poetry, is the criticism of life\u201d (James Joyce) \u00a0 \u201cMainstream\u201d significa letteralmente corrente principale; nell\u2019uso comune \u00e8 la corrente dominante in uno specifico campo culturale: il jazz, la letteratura, il cinema. 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