Nessuno vuole il vino low-alcohol

Da ieri 1 agosto è entrata in vigore la fase finale della riforma del settore vitivinicolo comunitario; i produttori nazionali sono avversi alle pratiche enologiche innovative: zuccheraggio, acidificazione, deacidificazione, riduzione del contenuto d’alcol (anche se le prime tre le han sempre messe in atto in tanti illegalmente).

Sul sito del ministro dell’agricoltura in particolare si legge: Nonostante la normativa Comunitaria consenta di produrre e commercializzare il ‘Vino dealcolato’ … possiamo essere certi che il Ministero non autorizzerà mai la produzione di detta bevanda… Non potremo però vietare l’ingresso nel nostro Paese di detti ‘vini dealcolati’.

Bozza di avvertenza su prodotto nazionale di gran pregioDa una parte si abbassano i limiti per l’alcol alla guida e si emanano leggi e grida a livello locale per vietare il consumo di alcolici ai minori. Dall’altra il ministro e i suoi amici non vogliono il vino alcohol-free (mentre la birra già esiste!). E l’idea di etichettare le bottiglie di alcolici con delle avvertenze simili a quelle che si trovano sui prodotti contenenti tabacco resta eresia pura (d’altronde neanche in Afghanistan sull’oppio ci scrivono che crea un’elevata dipendenza).

L’ipocrisia è evidente e funzionale ai business agrario prima e della sicurezza poi. Se si vuole veramente insegnare a un bambino a non mangiare troppo cioccolato, basta non farglielo trovare e se lo trova ripetergli che fa male; sarebbe assurdo mettergli le tavolette sotto il naso e poi punirlo dopo che le ha mangiate. Invece in questo caso è proprio così: minorenni o maggiorenni tutti ci becchiamo la pubblicità degli alcolici – mentre i rischi restano nell’ombra, in modo che il consumo possa avvenire copioso. Poi si invoca la tolleranza zero, in modo da far prosperare il business della sicurezza e del controllo, le telecamere, i posti di blocco, gli alcoltest, le forze dell’ordine.

Ma se uno ci pensa, una logica perversa c’è, eccome se c’è..

One thought on “Nessuno vuole il vino low-alcohol

  1. Mi sono sempre chiesto come si concili l’umore profondo dell’attuale governo e dei suoi elettori, renitenti a ogni regola (per sè e gli amici), e le limitazioni agli automobilisti.
    Le multe sono una forma di finanziamento improprio ai Comuni; le misure anti-alcol forse una risposta agli allarmi della maggioranza silenziosa, che, in fondo “tiene famiglia”. E i figli, si sa, “so’ piezz’e’core”.
    Resta un’incongruenza: il ritiro della patente e il sequestro dell’auto appaiono come eventi drammatici, poco adatti al costume italiano, più incline alla farsa.
    Saranno trasformate in sanzioni pecuniarie, secondo la logica per cui tutto è permesso, purchè si paghi ?

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